Fini querela Feltri,ma An si spacca sulla lettera al premier

Fini querela Feltri,ma An si spacca sulla lettera al premier

Roma, 15 set. (Apcom) – E’ già stata depositata la querela di Gianfranco Fini contro Vittorio Feltri, per l’editoriale pubblicato ieri sul ‘Giornale’, e parallelamente è aperta in via ufficiale la raccolte delle firme in calce alla lettera per chiedere a Silvio Berlusconi maggiore democrazia all’interno del Pdl e un freno alla Lega. Lo scontro tra i due co-fondatori del Popolo

delle Libertà arriva anche nell’Aula di Montecitorio, grazie all’iniziativa delle opposizioni che esprimono solidarietà al Presidente della Camera per l’attacco del quotidiano della famiglia Berlusconi. Clima che sembra vanificare, almeno per ora, la mediazione tentata da Giulio Tremonti, che in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ invita il Pdl a una discussione aperta sulle questioni politiche sollevate da Fini, “dove vince chi convince”.

A comunicare la querela contro Feltri è il legale di Fini Giulia
Bongiorno, presidente della commissione Giustizia della Camera e
presumibilmente una dei circa 30 deputati ex An ad aver già
firmato, per ora, la lettera promossa da Italo Bocchino. Nella
missiva si chiede un riequilibrio nei rapporti tra Pdl e Lega, di
sollecitare la nascita di un “patto di consultazione permanente”
tra Fini e il Cavaliere e di stigmatizzare le “offensive e
calunniose” affermazioni del ‘Giornale’ contro il presidente
della Camera. “Ferma restando la nostra convinzione
sull’irreversibilità del bipolarismo e sull’impossibilità per chi
come noi viene da An di prefigurare scenari di tipo diversi
slegati dal Pdl e dalla Tua leadership, Ti preghiamo di
intervenire quanto prima per evitare che tali problematiche
possano causare un corto circuito interno al nuovo partito”, si
spiega.

L’obiettivo della lettera è “armonizzare le varie anime politiche e parlamentari che si ritrovano nel Popolo della Libertà”, e si riconosce al Governo e a Berlusconi la capacità “di risolvere i problemi dei cittadini, anche grazie alla Tua leadership e alla Tua ineguagliabile ‘politica del fare'”. Al tempo stesso però si chiede che il Pdl “conservi la sua natura di partito del pensare, allenato alla discussione, avendo come priorità una solida e visibile democrazia interna”. E a tal fine “riteniamo che sarebbe opportuno

un patto di consultazione permanente tra Te e il cofondatore del Popolo delle Libertà Gianfranco Fini, al quale siamo politicamente e personalmente legati e con cui siamo entrati nel PdL e in Parlamento”. Anche per bilanciare il peso della Lega: “Riteniamo opportuno segnalarTi la necessità di tenere dei vertici di maggioranza che coinvolgano tutto il PdL, evitando la sensazione che dalle cene del lunedì venga fuori la linea dell’esecutivo e che questa sia di fatto condizionata dalla Lega a scapito del nostro partito”.

Sarebbero già oltre trenta le firme raccolte in calce alla
lettera, che per evitare situazioni ‘imbarazzanti’ viene
sottosposta solo ad ex An che non ricoprano ruoli all’interno del
Governo. L’iniziativa ha comunque provocato tensione tra gli ex
An: a quanto si apprende, la gran parte dei deputati vicini a
Ignazio La Russa, Gianni Alemanno e Altero Matteoli non hanno
“per ora” aderito all’appello. “E’ un problema di metodo, non di
merito della missiva”, assicura un deputato vicino al
coordinatore La Russa.

Ovviamente l’opposizione prova a sfruttare politicamente la
situazione: all’inizio della seduta d’Aula, prima Antonello Soro
(Pd), poi Rocco Buttiglione per l’Udc e infine Fabio Evangelisti
di Idv, hanno preso la parola per solidarizzare con il Presidente
della Camera e stigmatizzare gli attacchi alla terza carica dello
Stato. Soro ha definito “vigliacco l’attacco” a Fini, Buttiglione
ha espresso a nome del partito la solidarietà verso il Presidente
della Camera, oggetto di un attacco “inedito” da parte del
Giornale e vittima di un “clima di minaccia” verso i parlamentari
che “non hanno una cognizione plebiscitaria della politica”. La
risposta del Pdl è affidata al capogruppo Fabrizio Cicchitto, che
ha espresso solidarietà a Fini “ma anche a Berlusconi per gli
attacchi di Repubblica”. Il Presidente della Camera ha però
precisato che “non è questa la sede in cui il presidente intende
affrontare le questioni sollevate. Avverrà, certamente, in altre
sedi, di natura politica e giudiziaria”.

Rea

MAZ

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