Roma, 14 feb. (Apcom) – Pronti a fare una battaglia “per
cancellare” la legge sul testamento biologico se passa il testo
elaborato dal relatore del Pdl Raffaele Calabrò: il senatore del
Pd Ignazio Marino lancia l’idea di un referendum popolare.
L’ombra del referendum “non ci spaventa”, avverte Gaetano
Quagliariello, vicepresidente dei senatori del Pdl, ma la sortita
di Marino ha soprattutto l’effetto di dividere i democratici.
“Se faranno questa legge – dice Marino – noi ci batteremo perché
venga cancellata, perché venga cancellata al più presto, abbiamo
il diritto di fare le nostre scelte”. In un convegno organizzato
da Radio radicale, Marino attacca l’ipotesi, contenuta nella
bozza del relatore del Pdl, di considerare esclusa
l’alimentazione forzata dalle terapie alle quali si può
rinunciare: “La prescrive il medico, mica il cuoco!” esclama.
Emma Bonino lancia l’allarme: “Il rischio – dice – è che passi
una legge contro la libertà dei cittadini, che costringa tutti a
tenersi per anni sondini anche se non li vuole”.
Quagliariello replica liquidando l’ipotesi del referendum, poi
aggiunge: serietà vuole che adesso “ci si impegni nel confronto”.
Ma a Marino le risposte arrivano soprattutto dall’interno del suo
partito. Dorina Bianchi, che dal docente universitario ha
ereditato il posto di capogruppo Pd proprio nella commissione
Sanità di Palazzo Madama che sta esaminando la bozza Calabrò,
afferma di “stimare” il collega Marino “ma credo – precisa – che
parlare oggi di referendum sia un grave errore” che alimenterebbe
“uno scontro sbagliato fra due radicalismi”.
Frena la vicepresidente (Pd) della Camera Rosy Bindi: “Il Pd
non può sottrarsi alla responsabilità di lavorare ad un testo che
sia il più possibile condiviso e non credo voglia lasciare alla
sola maggioranza l’onere di legiferare, tanto più in materie così
complesse e delicate”. Rievocando il risultato negativo del
referendum sulla fecondazione assistita, Bindi avverte che
quell’esito “dovrebbe consigliare tutti a maggiore saggezza e
prudenza”. Anche Enrico Letta bacchetta Marino: bisogna
“affrontare – spiega – le questioni cercando convergenze e non
aumentando le divergenze, cercando convergenze sulla base di
testi condivisi”. Poi si augura che “tutto quello che è successo
di drammatico nei giorni scorsi nel nostro Paese faccia capire a
tutti che bisogna abbandonare lo spirito di crociata”.
Nel Pd però c’è anche chi appoggia la presa di posizione di
Marino: “Se sul testamento biologico dovesse passare il testo del
ddl della maggioranza così come è, che rappresenta un regresso
rispetto alla situazione attuale e una minaccia per il rispetto
dei diritti civili, non vedo altra soluzione – dice Enzo Bianco –
che il referendum”. Barbara Pollastrini invita a non affrettare
le cose: “Capisco lo spirito del senatore Marino. Se la proposta
rimanesse quella che è, sarebbe inaccettabile e lesiva dello
stato di diritto. A quel punto, vedremo tutto il da farsi”.
Marino raccoglie consensi anche fuori dal suo partito: Sinistra
democratica si dice pronta a raccogliere le firme, e il suo
leader Claudio Fava coglie l’occasione per polemizzare con il Pd.
“Restiamo ancora una volta stupefatti – commenta – di fronte
all`ostinazione con cui il Pd riesce a dividersi perfino su una
scelta di elementare decenza come quella di sottoporre al
giudizio degli elettori una pessima legge”.
Bar
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