«Una gran propaganda senza alcun effetto»: in una battuta l’ex ministro per la Solidarietà sociale Paolo Ferrero (Rc) ha tradotto il viavai di parole che da oltre un anno si sono consumate (e si consumano ancora) attorno alla vicenda Malpensa. E non più da ministro (era stato allo scalo della brughiera nel marzo del 2008, prima del disimpegno di Alitalia) ma da segretario di partito, ieri mattina Ferrero è tornato al terminal 1 dello scalo della Brughiera per cantarle alla Lega Nord e al governo di centrodestra. Ma anche per rendere note le proposte di Rc. «Su Malpensa si è fatta soltanto della gran demagogia – ha esordito – questa partita è l’emblema di come la Lega Nord e la destra nel suo complesso, abbiano preso in giro
la gente in una maniera clamorosa, mettendosi prima di traverso all’accordo con Air France, assicurando che avrebbero salvato loro i posti di lavoro e l’aeroporto che sta in provincia di Varese e poi, di fatto, cedendo Alitalia comunque ad AirFrance scaricandone i debiti sui contribuenti, raddoppiando il numero dei licenziamenti e declassando Malpensa». In altri termini: tante chiacchiere e pochi fatti rispetto alla direzione dichiarata in campagna elettorale, secondo il portavoce di Rc, accompagnato ieri dal consigliere provinciale Giampaolo Livetti e dai segretari provinciali di Varese e Milano Giovanni Bonometti e Nello Patta. «E’ inutile ora che la Lega alzi la voce perché Cai ormai è una compagnia privata che non deve rispondere al volere pubblico, sebbene le si sia pure garantito un monopolio privato», ha incalzato Ferrero.
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