Tra rabbia e sonni tranquilli, i varesini coinvolti dall’avvocato Pessina si rivolgono agli avvocati. Tiene banco anche tra Gallarate e Busto il caso della lista Pessina, l’elenco di nomi rinvenuti dalla Guardia di Finanza nel computer portatile dell’avvocato svizzero Fabrizio Pessina, fermato dalle Fiamme gialle all’aeroporto di Malpensa con l’accusa di aver esportato illegalmente capitali all’estero per la stratosferica somma complessiva di 1,2 miliardi di euro. Una lista che fa discutere e che porta lavoro ai legali dei 39 varesini finiti nella lista trovata dai militari della Guardia di finanza nel computer portatile del consulente La maggior parte delle persone coinvolte nega in modo energico di aver nulla a che vedere con le faccende di evasione fiscale e di esportazione di capitali all’estero di cui si parla tanto in questi giorni. Le reazioni degli imprenditori, professionisti e manager coinvolti finiti nella lista Pessina sono però diverse, dalla tranquillità alla rabbia, con la comune volontà di rivolgersi ai propri avvocati, chi per capire come comportarsi di fronte alle richieste di informazioni inoltrate dalla Guardia di finanza nei giorni scorsi, chi per difendere la propria immagine personale e professionale. «Dormo sonni tranquilli» afferma candidamente Sergio Antonio Galli, 76 anni, imprenditore bustocco che vive a Sant’Edoardo. «La Guardia di finanza mi ha notificato un questionario a cui risponderò senza problemi». Galli non ricorda di aver mai conosciuto o avuto rapporti con l’avvocato Pessina, ma non ci mette la mano sul fuoco: «Certo che non mi aspettavo di ricevere una notifica del genere – racconta l’imprenditore
– non mi sembra di conoscere Pessina e se è stato, è roba di parecchi anni fa. Faccio l’imprenditore da molti anni e nella mia carriera ho conosciuto tanti consulenti e avvocati. In ogni caso non ricordo la natura di eventuali rapporti professionali con questa persona. Ma sono convinto che alla fine tutto si chiarirà». Si è trovato inaspettatamente con il suo nome «spiattellato» sui giornali anche Roberto Terreni, piccolo imprenditore tessile gallaratese. Lui però non l’ha presa bene, anche perché non avendo ricevuto alcuna notifica dai finanzieri la sorpresa è stata completa, e non ci sta a vedere il proprio nome e quello della sua attività accostato al caso Pessina. Terreni nega ogni rapporto personale o professionale con l’avvocato svizzero e ribadisce: «Confermo e sottoscrivo in pieno quanto affermato dal dottor Antonio Solinas». Il noto commercialista gallaratese, anch’egli suo malgrado finito nella lista, ieri aveva negato ogni contatto con l’avvocato elvetico, escludendo oltretutto in modo categorico che l’azienda tessile Tema di Terreni, di cui era stato presidente del collegio dei revisori dei conti, possa aver mai avuto la necessità di rivolgersi ad un consulente finanziario come Pessina. Per Terreni «è corretto quello che sostiene il dottor Solinas, che ci conosce bene». A questo punto la palla passa agli avvocati, sia per capire come il suo nome possa essere finito nella famigerata lista, sia per tutelare l’immagine personale e aziendale danneggiata da questa spinosa vicenda, ancora tutta da chiarire a livello giuridico. Reazioni opposte, ma per tutti la vicenda non finisce qui.<+G_FIRMA>Andrea Aliverti
e.marletta
© riproduzione riservata












