Le Sorelle Marinetti,nostalgia da ridere

Le Sorelle Marinetti,nostalgia da ridere

Turbina, sinonimo di equilibrio e saggezza; Mercuria, equivalente d’ingenuità e innocenza; Scintilla, emblema di sfacciataggine e spudoratezza. Tre sorelle con il dono dello swing e una gran voglia di esibirsi dal vivo. Le Sorelle Marinetti con «Non ce ne importa niente» approdano domenica 15 febbraio alle 17, al Teatro Apollonio di Varese nello spettacolo d’après-midi, "en travesti". (Biglietti ancora disponibili: da 16.50 a 30 euro. Per gli over 65 l’ingresso costa 10 euro. Informazioni al botteghino del teatro e al numero 0332 247897).

Figlie improbabili della fulgida epopea dell’Eiar – l’emittente radiofonica nata in piena dittatura, da cui si generò la Rai – le tre sorelle canterine sono cresciute ascoltando i grandi nomi della canzone degli anni Trenta e Quaranta: il Trio Lescano, Silvana Fioresi, Maria Jottini, Alberto Rabagliati, Natalino Otto, Odoardo Spadaro. Quando c’era solo la radio A furia d’improvvisazioni di fronte allo specchio della loro camera, con la spazzola in mano, come se fosse un microfono, le Sorelle Marinetti che in realtà sono tre maschietti, Andrea Allione, Nicola Oliveri e Marco Lugli, hanno trovato spontaneamente la fusione e l’amalgama di timbri tipiche del canto armonico a tre, tanto che – come dicono in coro – «È stato più facile calarsi nel canto in falsetto di ?Tulipan? e ?Ma le gambe? che nei tailleur anni Trenta». «Non ce ne importa niente» – titolo del loro ultimo album e dello show di cui il simpatico trittico darà un assaggio domani sera durante il match d’improvvisazione teatrale sul palcoscenico dell’Apollonio – non è un semplice concerto, ma un’autentica pièce di teatro musicale diretto da Max Croci e curato per i testi da Giorgio Bozzo, talent scout dei tre improbabili fratelli laccati e cotonati.

Una simpatica rivisitazione di canzoni celebri («Camminando sotto la pioggia», «L’uccellino della radio», «Romantico Slow», «Non sei più la mia bambina», «La gelosia non è più di moda») che risalgono all’epoca dei telefoni bianchi, quando la televisione non esisteva ancora e l’unico divertimento degli italiani era la radio. Brani che, ancora oggi, mettono di buon

umore per quella voglia di spensieratezza che aleggiava poco prima della Seconda Guerra Mondiale e per quella gioia inconsapevole di ciò che sarebbe accaduto da lì a poco. Un trio dal nome futurista, accompagnato sul palcoscenico dall’elegante orchestra di jazzisti (I Maniscalchi) che tra coreografie, costumi e voci imperdibili regaleranno uno scorcio d’epoca.Barbara Rizzo

v.colombo

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google