Roma, 18 set. (Apcom) – Le modalità della missione militare
italiana e internazionale in Afghanistan vanno modificate
sostiene in un’intervista al Corriere della Sera il ministro
degli esteri Frattini.”Dobbiamo ancora conquistare la fiducia e
i cuori degli afghani», ammette il ministro degli Esteri:
“Anche per gli inglesi è stato il mese peggiore. Va cambiato
molto», riconosce Frattini.
“Va attuato – spiega il ministro – ciò di cui parliamo da quando
la nuova amministrazione americana ha pubblicato la revisione
della sua politica sull`Afghanistan. Occorre moltiplicare il
‘metodo Italia’, approccio che abbina sicurezza e grande
professionalità con l`attenzione alla gente che soffre, alla
ricostruzione. Va cambiata la visione generale della missione”.
La missione, prosegue, “Deve considerare sempre più la sicurezza
come il mezzo indispensabile, non come il fine in sé, e
concentrarsi invece sui risultati visibili e positivi per il
popolo che purtroppo non ci sono. Sono quelli la precondizione
per evitare che i civili non tollerino, nella migliore delle
ipotesi, o non coprano, nella peggiore, l`organizzazione degli
attentati».
Anche in vista di questi obbiettivi Frattini rilancia l’idea di
tenere a Kabul, l`anno prossimo, una conferenza internazionale
sul futuro dell`Afíghanistan. “se ci riunissimo lì in 35, 40
ministri degli Esteri, sui 42 Paesi che partecipano alla missione
dell`Onu, sarebbe un segnale politico».
Frattini fa anche alcune proposte per dare una svolta alla
missione internazionale: “Realizzare in Afghanistan opere
pubbliche entro determinati tempi. Anche se avessimo 30 mila
soldati in più, non basterebbero. Di certo per conquistare la
fiducia degli afghani sono più utili 30 mila scuole che
centomila soldati aggiuntivi. E significa rimanere. Nonexit
strategy , non andar via».
VGP
MAZ
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