Pro troppo bruttaper essere vera

Pro troppo bruttaper essere vera

BUSTO ARSIZIO Tre sconfitte in cinque giornate di campionato, quattro punti in classifica ed il penultimo posto. Cinque gol fatti e otto subiti. Numeri per un vestito di taglio mediocre, da bassa classifica. Da zona retrocessione. Dietro questi numeri ci sono delle spiegazioni ed anche purtroppo delle analogie. La gara col Pergocrema alla prima giornata e quella di ieri col Lecco hanno un comune denominatore: la scarsa determinazione. Se con i cremaschi ci si poteva appellare ad una squadra ancora in costruzione nel suo reparto difensivo, con il Lecco non vi sono attenuanti per la band di Manari. Una grande squadra non avrebbe toppato l’approccio in una gara-chiave per il campionato e per le proprie ambizioni. Un grave errore di valutazione che si spera possa essere solo un episodio che si possa, appunto, racchiudere nei novanta

minuti coi lariani.Perugia e Benevento e anche con l’Alessandria si era vista ben altra Pro Patria. Il messaggio che era arrivato dalla Campania era di una formazione in salute e cosciente dei propri mezzi.Ma qual è la vera Pro: quella di ieri con il Lecco o quella del Santa Colomba? Le qualità tecniche per giocarsi un campionato accompagnato dal pensiero forte dell’alta classifica ci sono tutte; quelle caratteriali attendono conferme da domenica a Pagani in avanti. E’ già vietato sbagliare. Spetta a Manari il compito di tenere sulla corda la sua truppa. E’ ben cosciente che è qui che si gioca il suo futuro di allenatore. Ma è anche compito dei giocatori aiutarlo nel suo lavoro sul campo e nello spogliatoio e chi ha più esperienza tener dritte le antenne quando il termometro si sta raffreddando. 

e.romano

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