"Dateci i soldi"Rivolta in Comune

"Dateci i soldi"Rivolta in Comune

VARESE I dipendenti comunali tornano sul piede di guerra. È stata indetta per lunedì pomeriggio, verso le 17, un’assemblea sindacale dove i rappresentanti dei lavoratori, insieme ai dipendenti, decideranno che strategia adottare di fronte al silenzio del Comune. perché il problema di fondo è questo: dopo la mobilitazione di giugno, quando i lavoratori aveva invaso il consiglio, dall’amministrazione non è arrivato alcun segnale.

In sostanza non abbiamo più avuto alcuna risposta – spiega Pino Jursich dei Cobas – di fronte al problema dei tagli alla parte variabile della retribuzione dei dipendenti, avevamo sollevato numerose perplessità, chiedendo all’ente di mantenere stabile quella quota in busta paga. La direzione del Comune non era venuta incontro alle nostre richieste, almeno fino a quando non avevamo iniziato la protesta. Dopodiché aspettavamo l’apertura di un tavolo di discussione, ma dalla direzione non ci sono più stati segnali. Da questo silenzio deduciamo che il Comune non vuole tornare indietro rispetto alla decisione dei tagli. Ci riuniremo per discutere e decidere quali misure adottare».
La questione riguarda 450mila euro di fondi che, ogni anno, andrebbero ad integrare con una parte variabile la busta paga dei quasi mille dipendenti di Palazzo Estense. La cifra che sembra altisonante, in realtà si riduce a 500 euro a testa all’anno per ogni lavoratore. Possono sembrare pochi, forse per chi ha redditi da capogiro, ma per un lavoratore normale 500 euro a volte possono rappresentare quasi una tredicesima. Anche perché la maggioranza dei dipendenti dell’ente ha uno stipendio che supera di poco i mille euro al mese, soprattutto i precari da poco regolarizzati.

La mancanza di 500 euro all’anno, in tempo di crisi, può influire in modo non indifferente sui bilanci familiari. Per questo i sindacati hanno intenzione di non mollare la presa con l’amministrazione.E non si escludono azioni di protesta. Che, visto che l’assemblea di svolgerà poche ore prima del consiglio, potrebbero subito concretizzarsi con un picchetto fuori da Palazzo Estense, come era successo il 24 giugno, quando i lavoratori avevano “invaso” l’aula, bloccando i lavori. Del resto, i lavoratori comunali non sarebbero i soli a movimentare la seduta, dal momento che per lunedì è prevista la presenza in aula dei genitori delle scuole elementari che protestano

contro il provvedimento di razionalizzazione.Dal Comune fanno però sapere che proprio lunedì il segretario generale Filippo Ciminelli e il vicesindaco Giorgio De Wolf, che avevano seguito la vicenda dei tagli, potrebbero incontrare i rappresentanti sindacali. Da parte sua, l’amministrazione aveva proposto una mediazione ai sindacati: di fronte alla necessità di eseguire tagli alle spese, la giunta aveva deliberato di ridimensionare i tagli alla parte variabile della retribuzione, che è legata alla produttività, versando poco più di 200mila euro. Quindi, la metà di quello che viene tagliato. Ma i sindacati avevano risposto picche. La questione va quindi avanti. E non si escludono scioperi nei prossimi giorni.

Di sicuro, se durante il pomeriggio di lunedì non ci saranno sviluppi, una capatina i dipendenti è probabile che la facciano in consiglio. Del resto, i capigruppo si erano già mostrati favorevoli all’apertura di un tavolo di dialogo tra i manifestanti e l’amministrazione.
Se da un lato i dipendenti hanno più che ragione, dall’altro non si può non riconoscere che negli ultimi anni l’amministrazione è sempre venuta incontro ai lavoratori. La giunta Fontana è quella che ha praticamente stabilizzato tutti i precari. Cosa che molti altri enti non hanno fatto.

e.marletta

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