BUSTO ARSIZIO Alle Fs finalmente una buona notizia, il parcheggio aperto dal Comune. Ma intanto c’è un’altra magagna: alla stazione i clienti on line sono obbligati a ritirare il biglietto in biglietteria, perché il distributore automatico non c’è.
In particolare, manca la macchinetta self service, che permette a quanti hanno acquistato un biglietto sul sito Internet di ritirare materialmente il documento di viaggio inserendo il codice di prenotazione: un’operazione semplicissima che ha anche il vantaggio di evitare le code. Ecco, a Busto il self service non c’è, ma il sito delle Ferrovie dello Stato invita l’utente a non disperare: basta andare a Gallarate (e qui il bustocco doc inizia a fumare per la rabbia) per stampare il biglietto in tutta comodità, e magari – viene da aggiungere – farsi anche un giretto nella stazione fresca di ristrutturazione facendo un impietoso confronto. Alternative? La prima è consegnare il codice di prenotazione in biglietteria, ma vuol dire fare la coda come gli altri, il che invalida l’utilità. Per alcuni treni è possibile stampare il Pdf del documento che viene inviato a un indirizzo e-mail, ma chi non ha dimestichezza con internet e computer (il nonno che si è fatto prenotare il biglietto dal nipote, per esempio) o chi ha la stampante rotta, si ritrova con le mani legate. I treni Eurostar hanno il servizio ticketless, che consente al passeggero di viaggiare fornendo un codice, inviato sul telefonino, al controllore: privilegio che riguarda un ristretto numero di convogli. Per viaggiare da Busto a Bologna l’importo si può pagare on line, e per la tratta Milano Bologna c’è il servizio ticketless. Da Busto a Milano la coda è d’obbligo. Ultima spiaggia: Fs è disposta, pagando una commissione fissa, a consegnare i biglietti a domicilio. Ma se il postino è in orario come i treni, meglio non fidarsi.
Laura Campiglio
m.lualdi
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