Mendrisio (Svizzera) Ci consoliamo con un campione del mondo sposato con una pianista di Gallarate. Ci si aggrappa a tutto pur di rendere meno amara la delusione azzurra ai Mondiali di Mendrisio. Vince l’australiano Cadel Evans che scatta a cinque chilometri dal traguardo e fa il vuoto. Dietro di lui il russo Aleksandr Kolobnev e lo spagnolo Joaquìn Rodriguez. Solo ottavo Damiano Cunego, la punta italiana e strafavorito della vigilia."Purtroppo ci si è messo di messo Cancellara, che con la sua azione ha scompaginato tutto": questa a caldo la lettura del nostro Ivan Basso che nell’ultimo giro sulla salita dell’Acquafresca aveva "il compito di tirare a tutta fino a metà per poi lasciare spazio a Damiano". Un piano perfetto rovinato dalla locomotiva elvetica che in due occasioni si
è alzato sui pedali per cercare dopo la vittoria nella cronometro lo storico bis iridato mai riuscito a nessuno. Altra piccola consolazione oltre allo spicchio di medaglia varesino è la pessima conduzione di gara dei nemici spagnoli, bravi a infilare nella fuga decisiva l’odiato Valverde (insieme a lui anche il temutissimo Sanchez) e polli come al solito nel non imporre il loro strapotere che ancora una volta resta solo nei proclami della vigilia."Non si può sempre vincere", il ct Ballerini rende onore al neo iridato, "Credetemi, Evans è stato davvero bravissimo. Voglio comunque prima rivedermi tutta la corsa perché dalla diretta tv non si è capito molto di quanto successo negli ultimi chilometri". Il ct semplicemente si accorgerà che questa volta qualcuno è stato più forte di noi.
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f.artina
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