Roma, 29 set. (Apcom) – Voto di fiducia domani nell’Aula della
Camera sul dl correttivo del decreto anticrisi. Il governo ha
deciso di non correre rischi e mettere al sicuro il provvedimento
che contiene anche lo scudo fiscale nella versione ampliata con
il falso in bilancio. Durante il dibattito, Pd, Udc e Idv si sono
iscritti a parlare in massa per accusare l’esecutivo di aver
varato “un’amnistia mascherata”. Mentre da un convegno, il
ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, affermava di ritenere
che la “criminalità non utilizzerà questo strumento” e che le
risorse andranno a “università, ricerca, cinque per mille, scuola
e sociale”.
Il voto di fiducia da parte dell’Aula della Camera ci sarà
domani in serata e l’ok definitivo al provvedimento potrebbe
arrivare già giovedì. Il provvedimento deve comunque essere
convertito in legge entro sabato pena la decadenza.
Durante la discussione in Aula, il sottosegretario all’Economia,
Alberto Giorgetti, ha tenuto a precisare che l’obbligo di
segnalazione di operazioni sospette legate al rimpatrio o alla
regolarizzazione dei capitali illegalmente detenuti all’estero da
parte di intermediari e professionisti non è stato abolito dal
“famoso emendamento Fleres” approvato dal Senato. Giorgetti ha
anche rivendicato che lo scudo fiscale-Ter è “in linea” con gli
altri paesi Ue e “non è un’amnistia”.
Rassicurazioni che l’opposizione respinge. “Lo scudo fiscale è
riciclaggio di Stato – ha ripetuto il leader dell’Idv, Antonio di
Pietro – Fino ad oggi i proventi di reati nascosti all’estero
costituivano riciclaggio, come era previsto dalla legge. Da
domani, da parte di questa maggioranza, di questo Parlamento e di
questo Governo ci sarà un lavaggio industriale e si renderanno
responsabili di un vero e proprio riciclaggio di Stato”. Anche
oggi, in Aula, i dipietristi sono tornati ad appelarsi al
presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, affinché non
firmi.
Per il Pd, le dichiarazioni di Tremonti, “sono fatue” perché le
modifiche intervenute in Senato hanno disposto “che le operazioni
di rimpatrio o regolarizzazione non comportano obbligo di
segnalazione di operazioni sospette di antiriciclaggio” e “non
sono vere” perché l’emendamento Fleres comporta “effetti
estintivi anche per i reati societari, fino al falso in bilancio”.
Cep
© riproduzione riservata










