Il Movimento Consumatori di Varese assisterà tutti i cittadini che vorranno presentare richiesta di rimborso per l’Iva sulla tassa dei rifiuti, che una recente sentenza della Corte Costituzionale ha stabilito essere illegittima. Una richiesta sul cui successo, però, sono dubbiosi Adiconsum e Federconsumatori Varese, che invitano alla cautela prima di avventurarsi in un procedimento «lungo e dall’esito incerto». «Il 16 luglio scorso la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 238/2009, ha sancito che la Tariffa igiene ambientale, nata per sostituire la Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, ha natura tributaria e pertanto non è assoggettabile ad Iva – informa in una nota
il Movimento consumatori – Questo pronunciamento ha portato nell’immediato sia per le persone fisiche sia per quelle giuridiche il taglio dell’Iva, con la conseguente riduzione del 10% del costo per i cittadini e quindi il recupero dell’Iva indebitamente pagata degli ultimi 10 anni». L’associazione, quindi ora è disponibile su appuntamento (tel. 0332/810569) per «preparare le istanze di rimborso da presentarsi al Comune di Varese per le fatture entro il 2005, mentre all’Aspem per tutte quelle dal 2005 in avanti» a i cittadini, che si dovranno presentate con le copie delle fatture degli ultimi 10 anni, un documento di identità e il codice fiscale.
In base alle medie tariffarie registrate nell’ultimo rapporto governativo sui rifiuti, il rimborso medio per famiglia in Italia varrebbe circa 360 euro (e fino a 3750 per le imprese): «Ma l’entità del rimborso dovuto non si può calcolare a priori, dipende da quanto si è pagato di Tia negli anni scorsi anni – afferma Barbara Cirivello, presidente del Movimento Consumatori di Varese – di certo, la sentenza ha detto che, poiché non c’è rapporto prestazione contro prestazione, la Tia non va assoggettata all’Iva. Quindi il rimborso è un diritto riconosciuto e le amministrazioni, che poi si potranno rivalere sull’erario, non possono opporsi. Anche perché questo non crea danni alle casse comunali: l’Iva è solo una partita di giro, non un’entrata nel bilancio, quindi i rimborsi non potranno incidere sui servizi al cittadino». Sulla vicenda, però, le altre associazioni consumatori mostrano cautela. L’Adiconsum si dice disponibile a fornire informazioni, ma non invita i cittadini ad avviare le richieste «in un percorso lungo e dall’esito incerto – avverte Marisa Mentasti, presidente provinciale – l’iter inizia da una richiesta scritta, ma in caso di mancata risposta o diniego serve un ricorso presso la Commissione tributaria provinciale, poi eventualmente a quella regionale ed infine alla Cassazione». Della stessa idea la Federconsumatori Varese: «Siamo a disposizione di chi volesse informazioni o anche avviare le pratiche, ma occorre dire che la cautela è d’obbligo e il rimborso non assicurato – dice Francesco De Lorenzo – ricordando anche cosa è successo dopo la recente sentenza che dichiarava illegittima la tassa di depurazione dell’acqua quando i servizi non erano attivi: dopo tante illusioni, il Governo nel decreto milleproroge ha impedito le richieste degli arretrati pagati ingiustamente».
Piero Orlando
f.tonghini
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