Milano, 5 ott. (Apcom) – “Sono letteralmente allibito, è una
sentenza al di là del bene e del male, è certamente una enormità
giuridica”. Con queste parole il presidente del Consiglio, Silvio
Berlusconi, ha commentato la sentenza che condanna la Fininvest
al pagamento di 750 milioni di euro a favore della Cir di Carlo
De Benedetti, come risarcimento danni causato dalla corruzione
giudiziaria nella vicenda del lodo Mondadori. Ma il premier tira
dritto e assicura: “Sappiano tutti gli oppositori che il governo
porterà a termine la sua missione quinquennale e non c’è nulla
che potrà farci tradire il mandato che gli italiani ci hanno
conferito”.
Questa mattina sono state pubblicate le motivazioni della
sentenza contro la holding della famiglia Berlusconi, depositata
sabato. Berlusconi, scrive il giudice Raimondo Mesiano, è
“corresponsabile della vicenda corruttiva” che portò
all’annullamento del lodo arbitrale del caso Mondadori che aveva
dato ragione alla Cir di De Benedetti dopo che il giudice
Vittorio Metta aveva incassato 400 milioni di lire provenienti da
conti Fininvest. “E’ da ritenere – si legge nelle 140 pagine di
motivazioni – ‘incidenter tantum’ e ai soli fini civilistici del
presente giudizio che Silvio Berlusconi sia corresponsabile della
vicenda corruttiva per cui si procede”.
Lette le motivazioni, Fininvest, per bocca del suo difensore Romano Vaccarella, ha espresso “autentica incredulità”. La sentenza, spiega il legale del Biscione, “emessa a molti mesi di distanza dalla scadenza del termine legale (che è di 30 giorni) si fonda infatti su argomentazioni totalmente erronee, quando non semplicemente recepisce tesi di Cir”. In
particolare secondo Vaccarella, la sentenza “incredibilmente riesume un principio che, un tempo emerso in altra sede penale, è stato abbandonato persino in quella sede: quello per cui Silvio Berlusconi, in quanto al vertice di Fininvest, non poteva non sapere”. Nei prossimi giorni Fininvest depositerà il ricorso in Appello che sarà accompagnato anche dalla richiesta di sospensiva.
In politica intanto è già scontro, con i capigruppi del Pdl che
parlano di “tentativo eversivo”, anche se i legali di Cir tengono
a sottolineare come la causa non abbia valenza politica ma sia, e
tale deve venire trattata, come “un normale giudizio civile fra
imprese coinvolte in un contenzioso economico”.
Rar
052058 ott 09
MAZ
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