Vandali distruggono le arnie didattiche delle scuole di Gallarate: inchiesta in corso

Vandali distruggono le arnie didattiche delle scuole di Gallarate: inchiesta in corso
L'accaduto rappresenta una perdita significativa per il progetto didattico, che puntava a sensibilizzare la comunità scolastica sull'importanza della biodiversità e sul ruolo fondamentale che le api ricoprono nell'ecosistema (foto illustrativa dal web)

GALLARATE – Un grave atto di vandalismo ha colpito le scuole di Gallarate, danneggiando le arnie didattiche installate nell’ambito di un progetto educativo che promuoveva la sensibilizzazione sull’ambiente e la biodiversità. Le arnie, collocate nella zona del Monte Diviso, erano utilizzate dagli alunni della scuola Battisti e delle scuole materne della Fondazione Ponti e Ronchi, in collaborazione con il Parco del Ticino e il Comune. Il progetto, finanziato grazie alla generosità di genitori e privati, aveva lo scopo di educare i più giovani alla cura dell’ambiente.

La notizia del danneggiamento è stata resa nota dalla dirigente scolastica Germana Pisacane, che ha denunciato l’incidente nella giornata di domenica 9 marzo. Le arnie e le api, che facevano parte di questo importante progetto, sono state distrutte e non è rimasta alcuna traccia delle api stesse. Le cause dell’incidente restano al momento misteriose. Non è chiaro se il danno sia stato causato nella notte tra sabato 8 e domenica 9 marzo o nei giorni precedenti. Al momento, le indagini sono in corso, ma non si hanno informazioni sugli autori del gesto.

Nel frattempo, il Parco del Ticino e il Comune di Gallarate stanno cercando di fare luce sull’accaduto. Nei giorni scorsi, la zona aveva già visto interventi di sistemazione del bosco, ma non sono stati riscontrati segnali di furti o danneggiamenti precedenti.

L’accaduto rappresenta una perdita significativa per il progetto didattico, che puntava a sensibilizzare la comunità scolastica sull’importanza della biodiversità e sul ruolo fondamentale che le api ricoprono nell’ecosistema. La speranza è che, attraverso l’indagine, si possa identificare chi sia responsabile di questo gesto e che simili atti non si ripetano in futuro, soprattutto quando si tratta di iniziative educative così preziose per le nuove generazioni.

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