BUSTO ARSIZIO Suona il “de profundis” per Beppe Manari dopo la terza sconfitta su quattro match casalinghi. «Qualcosa andrà pur fatto – sostiene il presidente Antonio Tesoro nel dopo-partita – mi addolora, non la ritengo una cosa giusta, ma come faccio a dare una sterzata? Fino a gennaio ventidue giocatori non li posso cambiare».Parole come pietre tombali sull’esperienza Manari, anche se il numero uno della Pro Patria è ancora «sbigottito e rintontito» per una sconfitta inattesa: «Non pensavo di perdere questa partita – ammette – faccio fatica a considerare questa squadra scarsa ma il meccanismo non sta funzionando e la classifica è preoccupante.
Continuo a dire che non sono valori reali, ma siamo lì e dobbiamo capire come uscirne. La classifica la ritengo ingiusta ma siamo nei playout».Eppure i novanta minuti contro il Novara, risultato a parte, non sono dispiaciuti al presidente biancoblù: «Ottima intensità, atteggiamento giusto, quattro azioni da gol, cambi indovinati. Non riesco ad essere arrabbiato con la squadra, i dodici punti di differenza con il Novara non li ho visti, sono solo stati più cinici».Nel mirino c’è invece la preparazione: «Plausibile che sia stata sbagliata. Abbiamo fatto quella di Milan e Juve, con il risultato che i giocatori sembrano sempre al 70%».
«CI VUOLE PAZIENZA»
Frastornato dopo la sconfitta anche papà Savino Tesoro, che ha seguito il match in tribuna centrale insieme al solito di parenti e amici (tra cui tante ragazzine da ribattezzare “Tesorine” per il tifo appassionato che fanno), ma negli ultimi venti minuti si è attaccato alla ringhiera delle scale per ammazzare la tensione.
«Un tiro in porta un gol, ci gira tutto male – sbotta arrabbiato e deluso Savino Tesoro – cambiare rotta? Ma se fino ad oggi abbiamo detto che non si era ancora trovata l’amalgama, forse ci vuole pazienza».
IL MISTER RINGRAZIA E SE NE VAEloquenti le parole di Beppe Manari al termine della partita. Le sue sono espressioni d’addio, anche se ancora il suo esonero non è stato ufficializzato. Lo ha capito ed allora ecco il ringraziamento «alla società che mi ha permesso di allenare la Pro Patria».Se l’aspetta, la decisione dolorosa: «Sono pronto a tutto perché i numeri sono questi e non si possono cambiare».Pochissime le parole su una partita che il tecnico vedeva «destinata al pareggio come era normale, perché alla fine il Novara ha fatto un tiro in porta e ha segnato; a noi invece il
colpo di testa di Ripa è stato salvato sulla linea. Se fosse entrato ora saremmo qui a fare un altro discorso».Il trainer tigrotto ci tiene a far sapere di aver dato anima e corpo a questa esperienza. «Ho sempre lavorato dando il massimo – afferma – anche durante la settimana per gli allenamenti. Ho dedicato il mio tempo per il bene della Pro Patria. Ho sempre fatto le cose in buona fede e con impegno. Purtroppo i risultati dicono il contrario e ne prendo atto».Sui perché di questo tracollo Manari chiosa: «Sono parecchi i problemi. Compreso, forse, anche l’aspetto atletico».Andrea AlivertiGiovanni Toia
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