E’ a Busto il supermercato della drogaArrestate 12 persone e sequestrati 3 chili di coca

E’ a Busto il supermercato della drogaArrestate 12 persone e sequestrati 3 chili di coca

BUSTO ARSIZIO Aniba Oualim ben Ahmed Alias Willy, Hachaichi seifeddine Alias Saif, Hedli Fathi, Giuseppe Giandomenico, Davide Giandomenico, El Aloui Ezzeddine, Bouguanmi Ridha, Nasraoui Walid, Nasraoui Chedli, Chalouati Najet Bent Mouldi, Shkambi Bert, Shkambi Bruno. Un lungo elenco di spacciatori presi dalla guardia di finanza di Varese guidata dal generale Antonio Maggiore e dal tenente colonnello Antonello Urgeghe nel corso dell’operazione «Buongiorno» coordinata dal sostituto procuratore di Busto Massimo Baraldo. Tutti, tranne l’uomo ad Amsterdam chiamato Stanley, vivevano a Busto Arsizio e inondavano di

coca attraverso Malpensa il Bustese, il Gallaratese estendendosi di qui a Veneto, con Padova e Treviso in primo piano, e arrivando sino alla riviera romagnola (Rimini) e a Pescara. In sintesi quello sgominato era un giro di cocaina che copriva mezza Italia: sotto sequestro sono finiti 3 chilogrammi di cocaina e 12 mila euro in contanti, la punta dell’iceberg di un giro milionario che andava avanti da tempo. «Tutto – ha spiegato il procuratore di Busto, Francesco Dettori – attraverso la porta di Malpensa».

A tirare le fila del gruppo (tre protagonisti della vicenda, le cui generalità non sono state fornite, sono ad oggi latitanti) erano tirate da Aniba. Tunisino regolare in Italia, sposato con una donna italiana residente ad Abbiategrasso (lui in realtà viveva tra Busto e il Veneto) che attraverso parenti ed amici in Tunisia faceva arrivare in Olanda ingenti carichi di cocaina. A far saltare il giro l’arresto di un corriere donna fermato a Malpensa il 2 febbraio scorso in arrivo da Bruxelles con un chilo 180 grammi di cocaina. «Il corriere – ha spiegato Maggiore – non ha collaborato, anzi ha fornito false indicazioni», ma la Gdf ha recuperato il suo telefono cellulare. «E da lì – ha detto Barlado – sono partite le intercettazioni che, grazie alla professionalità degli inquirenti, sono state giustamente interpretate». Ad operazione avviata la procura teneva sotto controllo circa 100 utenze: «Da sottolineare – ha spiegato Urgeghe – che ciascuno dei fermati aveva 3, 4 telefonini a disposizione con altrettante schede sim che utilizzava per coordinare i carichi, ritirare la cocaina e organizzare lo spaccio».

La coca arrivava ad Amsterdam dalla Tunisia: Stanley, corriere professionista capace di ingoiare circa 800 grammi di neve a trasporto, si piazzava su un aereo diretto a Malpensa seguendo tratte diverse. «Un professionista – ha spiegato Urgeghe – Prenotava 4 biglietti diversi tra andata e ritorno e utilizzava soltanto le andate per portare la droga qui. Un modo per depistare i controlli». Ma le fiamme gialle hanno collegato tutti i canali.

Una volta fatta arrivare la droga a Malpensa, gli spacciatori dividevano i carichi. A ciascuno il suo: Busto, Gallarate, i paesi limitrofi, ma anche Rimini o Pescara, venivano riforniti. Ogni pusher aveva la sua clientela che chiamava su numero di cellulare considerato protetto. A Busto e Gallarate la coca seguiva la via domiciliare: il cliente chiamava, andava a casa dello spacciatore e ritirava la merce. Nel blitz, oltre a 9 tunisini e 2 albanesi, sono finiti in manette anche due italiani: Giuseppe e Davide Giandomenico, padre e figlio, che curavano gli affari tra Gallarate e Busto. Il figlio, Davide, 20 anni, è stato pizzicato ad agosto al Carrefour di Gallarate con 400 grammi di coca, il padre ha continuato a spacciare anche dopo l’arresto del ragazzo fino a quando l’inchiesta è arrivata a lui. Il maxi blitz, messo a segno in due tranche, ha praticamente decapitato una vasta fetta del giro di cocaina nel Bustese e nel Gallaratese, oltre che nel resto del Nord Italia. Giro che riforniva ragazzi bene e meno bene, con un gran numero di clienti in provincia di Varese. «Ed è con soddisfazione – ha spiegato Maggiore – che oggi dichiariamo smantellato questo stesso giro». Soddisfazione condivisa dalla procura.

Simona Carnaghi

f.tonghini

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