Roma, 7 ott. (Apcom) – Malgrado le difficoltà il ministro
dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, mantiene la ferma
intenzione di avviare la riforma delle superiori già a partire
dal prossimo anno scolastico: a seguito del blocco dei lavori sui
temi scolastici tra il governo e la conferenza delle regioni, che
potrebbe far slittare i tempi dell’impianto di riforma, il
responsabile del Miur ha oggi annunciato, durante un’audizione
alla commissione cultura della Camera, di avere inviato gli
schemi di regolamento delle nuove superiori direttamente alle
commissioni parlamentari.
L’operazione di sovvertire il normale iter di autorizzazione
della riforma, chiedendo il parere prima delle Camere e dopo alla
conferenza Stato-regioni, permetterebbe, nei piani del ministro,
di rispettare la tempistica necessaria alla sua attuazione. Per
cautelarsi Gelmini ha comunque fatto sapere, sempre durante
l’audizione di oggi, che il Miur posticiperà di almeno un mese il
termine per le iscrizioni degli alunni che attualmente
frequentano la terza media alla scuola secondaria superiore.
Anche perché al momento il `nodo’ dei governatori appare molto
difficile da sciogliere: anche se non è vincolante per
l’approvazione finale, il loro giudizio sulla riforma della
secondaria superiore sarà molto importante poiché, proprio sulla
base alle novità espresse nell’innovativo testo, le regioni
saranno chiamata alla responsabilità di gestire `in toto’ il
segmento dell’istruzione professionale.
E su questo punto molte regioni, soprattutto quelle del sud, con
meno risorse finanziarie, ed in particolare con giunta di
centro-sinistra, hanno da tempo espresso le loro perplessità.
Mentre altre, ad iniziare dalla Lombardia, che già da quest’anno
ha adottato un modello sperimentale di gestione autonoma dei
corsi professionali, sarebbero già pronte.
Il braccio di ferro con il governo starebbe anche condizionando
l’avvio già per questo anno scolastico delle sezioni primavera,
atteso con impazienza da oltre 20.000 famiglie.: “all’ultima
riunione Stato-Regioni, queste ultime – ha detto il nuovo
assessore all’istruzione della Regione Lazio, Marco Di Stefano,
coordinatore degli assessori regionali all’Istruzione, subentrato
a Silvia Costa, eletta nel Pd al Parlamento europeo – si sono
presentate con il parere favorevole su tali sezioni, parere che
il governo non ha accettato. Il ministero infatti ha condizionato
l’accordo per riattivare le sezioni all’espressione del parere
sulla riforma della scuola secondaria superiore, argomento
delicato e con pesanti ricadute sull’utenza, sul quale anche le
regioni chiedono invece ulteriori approfondimenti, soprattutto
per quanto attiene i licei e gli istituti professionali”.
Nei giorni scorsi il ministro dell’istruzione Maria Stella
Gelmini aveva lanciato un appello per superare la fase di stallo:
“Non voglio entrare nel merito dei motivi che hanno causato
questa situazione- ha detto il ministro- ognuno ha le proprie
legittime ragioni da far valere, pero’ non e’ accettabile che
temi come l’avvio della riforma della scuola secondaria superiore
e l’avvio delle sezioni primavera rimangano bloccati”.
Un appello che però Vasco Errani, presidente della conferenza
delle regioni, ha rispedito al governo: “Ci troviamo in una
situazione di stallo – ha detto Errani – con le regioni che
rivolgono da sei mesi al governo le stesse richieste. Spero che
l’appello del ministro Gelmini sia pertanto rivolto
all’esecutivo. Noi comunque ce la stiamo mettendo tutta”.
Alla luce di questa situazione, priva di spiragli, almeno nel
breve periodo (proprio oggi Errani ha convocato i governatori per
dopodomani inserendo all’ordine del giorno della seduta una
generica “informativa sui rapporti con il governo”), il ministro
ha così pensato di non perdere tempo e rivolgersi subito alle
commissioni parlamentari. Le quali avranno un mese di tempo per
esprimersi.
Nel frattempo, spera sempre Gelmini, i rapporti con le regioni
potrebbero essere mutati in meglio. In tal caso, se daranno il
loro parere, sarebbe comunque una corsa contro il tempo: il testo
di riforma delle superiori dovrebbe poi passare all’esame del
presidente della Repubblica, per la firma finale, ed infine
approderebbe in gazzetta ufficiale.
Salvo modifiche dell’ultimo momento, le novità contenute nella
riforma (meno ore ai professionali, nuovi licei, accorpamento
delle classi di concorso degli insegnanti, ecc.) verrebbero
applicate al biennio iniziale: quindi ad oltre un milione di
studenti. I sindacati hanno già posto il loro veto: se la riforma
deve proprio entrare in vigore, hanno fatto sapere partecipando
ai tavoli tecnici, va applicata solo al primo anno.
Alg
MAZ
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