Bruxelles, 22 gen. (Apcom) – Sebbene i tumori siano la seconda
causa di decesso nell’Unione europea dopo le malattie
cardiovascolari, la prevenzione è lungi dall’essere sufficiente,
come dimostra il fatto che i test condotti sono la metà del
minimo raccomandato. E’ quanto sottolinea la Commissione europea,
ricordando che tumori del seno, della cervice e del colon sono
all’origine del 32% delle morti per cancro nelle donne e l’11%
negli uomini, e che questi dati, con l’invecchiamento della
popolazione, sono destinati a peggiorare.
Nel 2003 i governi europei avevano preso un impegno comune per
prevenire il cancro del seno, del collo dell’utero e del colon.
Tuttavia, al momento di tracciare bilanci, Bruxelles si è detta
preoccupata. Se da una parte sono stati hanno fatto dei
progressi, dall’altra sono solo 22 i paesi in cui ci sono dei
programmi di prevenzione sistematica. E di questi, solamente 15
lo fanno per il cancro del collo dell’utero e 12 per quello del
colon.
“In questo periodo di incertezza finanziaria, dobbiamo
riconoscere, più che mai, l’importanza di pianificare un futuro
di salute”, ha commentato il commissario per la Salute, Androulla
Vassiliou, aggiungendo: “Investire nei programmi di prevenzione
dei tumore porterà benefici nel lungo termine, poiché la
prevenzione è il modo più efficace e meno dispendioso per ridurre
al minimo i tumori in Europa”.
L’attuale volume di esami preventivi è considerevole, ma non
raggiunge quota 125 milioni, come indicato negli impegni presi 5
anni fa. Solo il 41% di queste vengono fatte in base a programmi
nazionali. Per migliorare la situazione, gli Stati membri
dovrebbero continuare a migliorare o ad attuare dei programmi
nazionali su tutta la popolazione interessata, attraverso una
collaborazione con gli organismi specializzati. La Commissione,
da parte sua, intende creare una partnership europea per l’azione
contro il cancro nel 2009.
Mar
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