Roma, 9 ott. (Apcom) – Le tute blu della Cgil sono scese in
piazza per lo sciopero di otto ore proclamato contro i
licenziamenti e l’ipotesi di accordo separato per il rinnovo del
contratto dei circa 1.342.000 lavoratori metalmeccanici, in
scadenza il 31 dicembre per la parte economica. Cinque le
manifestazioni nazionali promosse dalla Fiom, quattro delle quali
interregionali. In 250mila, secondo le stime della categoria,
hanno sfilato in corteo a Roma, Napoli, Palermo, Firenze e Milano
“per l’occupazione, il contratto e la democrazia sindacale”.
Ognuno dei cinque cortei è stato aperto con lo striscione
‘Fermiamoli’. Gli organizzatori hanno messo a disposizione mille
autobus per raggiungere le città dove è andata in scena la
protesta. A Roma, la manifestazione si è conclusa davanti alla
sede della Rai di viale Mazzini. Il segretario generale della
Fiom, Gianni Rinaldini, ha chiuso il comizio di Milano. Sulle
adesioni allo sciopero si è scatenata la consueta guerra di cifre.
La Fiom riferisce che le adesioni hanno superato il 70%.
Federmeccanica parla invece di un’adesione del 13%. “Il dato si
commenta da solo – ha detto il presidente Pier Luigi Ceccardi –
lo sciopero non aiuta a risolvere la grave crisi che colpisce il
settore, così come non modifica il percorso della trattativa in
corso che auspichiamo conduca in tempi ragionevoli al rinnovo del
contratto dando così qualche certezza e un po’ di serenità in più
alle aziende e ai lavoratori”.
Dal palco di Milano, Rinaldini ha proposto l’istituzione per
legge di un referendum tra i lavoratori sugli accordi e le
piattaforme contrattuali. Una richiesta accompagnata dallo stop
al negoziato, che però è stata già rispedita al mittente da Fim e
Secondo il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, “è stata una
giornata importante con tanti lavoratori in piazza a difesa
dell`occupazione e per ribadire con forza che il rinnovo del
contratto non si deve fare escludendo la Fiom”
Di parere opposto è il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi.
“Lo sciopero della Fiom a mio avviso è un modo sbagliato per
rappresentare le istanze del mondo del lavoro – ha spiegato – mi
auguro che la Fiom voglia riflettere sulla poca adesione
registrata. Lo sciopero non è esistito nelle piccole e medie
imprese, che sono la maggioranza nel settore metalmeccanico e
nelle aziende del presidente di Federmeccanica. L’adesione è
stata molto al di sotto della stessa rappresentanza Fiom”.
Secondo il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, “la Fiom deve
cambiare passo” perchè in questo momento di crisi ai lavoratori
metalmeccanici “serve un contratto”.
Vis
MAZ
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