Roma, 10 ott. (Apcom) – Il Comune di Fondi non sarà sciolto per
mafia e i cittadini del piccolo centro laziale torneranno alle
urne a marzo, visto che sindaco e giunta si sono già
‘autosciolti’ con le dimissioni di qualche giorno fa. E’ la
decisione presa ieri mattina, dopo un lungo e tortuoso iter
iniziato 394 giorni fa, e diversi rinvii, dal consiglio dei
ministri.
La richiesta di scioglimento del Comune di Fondi era stata
portata in cdm dal ministro Maroni sulla base di una corposa
relazione del Prefetto di Latina, Bruno Frattasi, che fotografa
una situazione allarmante per i livelli di infiltrazioni della
criminalità organizzata nella vita economica e amministrativa
locale (contiguità con la mafia assunzioni sospette, speculazioni
edilizie, scambi di voti, reinvestimento di soldi della
‘ndrangheta reinvestiti in attività commerciali).
Sullo scioglimento per mafia il governo ha temporeggiato a lungo
perchè, come ha ammesso, tempo fa, lo stesso presidente del
Consiglio, Silvio Berlusconi, alcuni ministri erano contrari a
questa ipotesi. Le dimissioni del sindaco Luigi Parisella (Pdl) e
della Giunta hanno aperto la strada alle elezioni, dove gli
stessi amministratori e il sindaco potranno ripresentarsi.
“Il Cdm – ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni – ha preso atto dello
scioglimento dell’Amministrazione, il Prefetto di Latina ha
nominato un commissario e il problema è stato risolto”, ha
spegato Maroni. “A questo punto – ha poi precisato – il Governo
aveva ‘due scelte possibili: andare al commissariamento del
Comune per 18 mesi, oppure andare al voto e dare la parola al
popolo sovrano. Abbiamo scelto la seconda strada, perchè la
democrazia è sempre la scelta migliore”.
Il ‘no’ del governo ha scatenato
le reazioni delle opposizioni. Il leader dell’Italia dei Valori,
Antonio Di Pietro – ha chiesto le dimissioni del ministro Maroni.
“E vergognoso che questo governo non abbia sciolto il comune di
Fondi. E un atto gravissimo che conferma la collusione fra la
politica e la mafia”. Con la decisione presa oggi – ha rincarato
Di Pietro – il Governo Berlusconi dà il via libera alla
candidatura, per le prossime elezioni, al sindaco e ai
consiglieri dimissionari”.
Nes
MAZ
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