Roma, 13 ott. (Apcom) – No ad anticipare la riforma prevista dal
dl anticrisi che adegua progressivamente a partire dal 2015 l’età
pensionabile in base alle aspettative di vita. Ad affermarlo il
ministro del Welfare, Maurizio Sacconi che replica tanto alla sollecitazione arrivata dal governatore della Banca d’Italia Mario Draghi sul tema della riforma delle pensioni che al presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia che, pur riconoscendo i passi in avanti compiuti, ha chiesto un’accelerazione in questo senso.
“E’ una strana storia questa delle pensioni – ha detto Sacconi – Pochi mesi fa con il dl anticrisi abbiamo introdotto
una norma secondo la quale a partire dal prossimo anno e per
cinque anni noi monitoreremo attraverso l’Istat l’aspettativa di
vita e al termine di questo periodo nel 2015. In quel caso per un
massimo di tre mesi in sede di prima applicazione l’età della
pensione si innalzerà in relazione all’innalzamento della vita”.
Anticipi non sono possibili “perché è costruito in termini tali
che occorre un arco temporale, ragionevolmente di 5 anni appunto,
adeguato per essere apprezzata”.
In mattinata, invece, Draghi aveva rilevato che per garantire in futuro un trattamento pensionistico adeguato al numero crescente di pensionati occorre elevare l’età media di pensionamento per tener conto dell’allungarsi dell’aspettativa di vita media. “Il tasso di copertura assicurato dal
pilastro pubblico ai futuri pensionati sarà più basso, a parità
di età di pensionamento, di quello che il sistema ha garantito
finora. Per assicurare prestazioni di importo adeguato a un
numero crescente di pensionati è quindi indispensabile un aumento significativo dell’età media effettiva di pensionamento”.
Una previsione di tensione previdenziale che, tuttavia, è stata contestata anche dall’Inps. Il sistema delle pensioni tiene e non c’è bisogno di nuovi interventi. “Ad oggi
registriamo una tenuta del sistema – ha affermato il presidente
dell’Inps, Antonio Mastrapasqua- e i conti Inps lo
dimostrano”. “Credo – ha aggiunto – di poter dire che oggi con la
riforma Dini, che va a regime piano piano, e con la norma
contenuta nel Dl anticrisi, il sistema tiene”.
MAZ
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