Busto Arsizio Non ci sono più i pendolari di una volta: la crisi si abbatte anche sui treni delle Nord, dove trovano posto sempre più studenti e sempre meno lavoratori. La curiosa novità l’ha constatata anche Alessandro Berteotti, pendolare storico e difensore della categoria anche nel suo ruolo di consigliere comunale. «Sarà la crisi, ma sulle carrozze si vedono sempre meno passeggeri diretti a Milano per lavoro. Ormai la gran parte di chi utilizza quotidianamente il treno sono studenti».
Tra i binari e le carrozze tutti provano a dare una spiegazione ma le opinioni si dividono. Qualcuno azzarda che «forse è merito del car pooling sull’Autolaghi». Qualcun altro si sarebbe aspettato esattamente il contrario: «Con la crisi sarebbe più logico utilizzare i mezzi pubblici che, con gli abbonamenti, risultano economicamente più vantaggiosi rispetto all’automobile privata». Fatto sta che sui treni la presenza dei lavoratori cala sensibilmente, mentre paradossalmente non si notano grosse differenze nel traffico veicolare sull’autostrada per il capoluogo di regione.
«Forse uno dei motivi è banalmente che la gente si è stufata di tutti i disagi della vita da pendolare – secondo Ivan Grossi – Bisogna prendere l’automobile per venire in stazione, dare la caccia al parcheggio, rischiare di timbrare in ritardo per via dei ritardi. Uno studente la prende con più serenità
e non si fa tutti questi problemi». D’altra parte per Tiziana Gorla «una spiegazione può essere l’incremento di passeggeri che usano il Malpensa Express. Da quando è stata introdotta la seconda fermata è più accessibile, soprattutto per chi va a Milano per lavoro e non si pone il problema del maggior costo del biglietto».
Motivazioni sociologiche si intrecciano con quelle più spicciole, in attesa che arrivi il treno proveniente da Novara e diretto a Milano Cadorna. Tra i pendolari superstiti, c’è anche chi riconosce gli “assenti” sui treni: il vicino di posto entrato in cassa integrazione, l’amico che ha concluso l’esperienza di lavoro a tempo determinato, l’ex compagno di università a cui non è stato rinnovato il posto dopo lo stage. Come racconta Luana P.: «Abbiamo preso il treno per anni insieme quando eravamo all’università. Poi a lui nonostante le promesse non è stato riconfermato il contratto, mentre io continuo a lavorare in un call center».
La crisi si fa sentire anche sui binari, insomma. «Che il momento non sia favorevole per il lavoro e per le tasche è un fatto sotto gli occhi di tutti – fa notare Antonio Licata, pendolare saltuario sui treni delle Nord – è probabile che i viaggi professionali si siano ridotti perché c’è meno lavoro per tutti». Arriverà la ripresa a riunire i pendolari anche in nome dei loro perenni ed immancabili disagi quotidiani?
Andrea Aliverti
f.artina
© riproduzione riservata













