MALPENSA Rilancio di Malpensa, mentre tutti i sindaci protestano, il presidente della provincia va controcorrente «La qualità dell’ambiente è importante, ma noi teniamo anche alle presenze industriali sul nostro territorio e se, senza una terza pista, dovessimo segnare in negativo il destino di Malpensa, beh, allora c’è da domandarsi se sia giusto farlo». Dario Galli è convinto che ogni eventuale sviluppo futuro avverrà «nel rispetto dei criteri ambientali» e poi comunque, occorre scegliere a monte: «Vogliamo essere una società industriale o bucolica? Questa è l’ora delle scelte». Annota che le cose stanno andando avanti in positivo per l’aeroporto nostrano, «i numeri ci indicano i primi segnali di ripresa (+4% rispetto all’anno scorso mentre nel resto d’Europa c’è una contrazione del traffico aereo del 10% e anche più, ndr) ed è sulla base di questo trend positivo che dobbiamo ragionare sulla grande Malpensa del futuro», sostiene Dario Galli, «ogni volta
che si perde un posto di lavoro si scende in piazza e poi basta cementificare un metro quadrato di verde, ed ecco gridare allo scandalo. Dobbiamo deciderci. Anche chi abitava nella campagna alla periferia di Milano ora vive in mezzo agli extracomunitari anziché tra campi coltivati e verde». Si dichiara pronto ad ascoltare i sindaci della sua terra, quelli che stanno nel sud del varesotto ed è disponibile ad ogni confronto con loro, il presidente della provincia: «se volessero che ci incontrassimo, sono aperto al dialogo». Ma non sarà Villa Recalcati a programmare in quel di Varese un incontro con i primi cittadini dei Comuni attorno a Malpensa. Il punto cruciale è uno per il leghista Galli che rappresenta il territorio “con le ali”: il federalismo fiscale. «Facciamo questo benedetto federalismo e poi i nostri soldi resteranno qui e noi potremo usarli per le compensazioni ambientali».
f.tonghini
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