Lugano candidata a Capitale della Cultura Svizzera 2030: Varese e Como a sostegno

Ma c’è anche un’idea più ampia che affiora da questa cooperazione: quella della “Città dei Laghi”, una visione identitaria che unisce i territori di confine al di là delle barriere geografiche e politiche (foto d'archivio)

VARESE – Un’alleanza culturale transfrontaliera si fa strada verso il 2030. Lugano, Locarno e Mendrisio hanno avviato ufficialmente la corsa per diventare Capitale della Cultura Svizzera, con un progetto ambizioso che supera i confini nazionali e ottiene il supporto di città italiane, in particolare Varese e Como. A rilanciare l’iniziativa è stato un approfondito servizio del Corriere del Ticino, che ha sottolineato come il legame con i territori lombardi possa rafforzare ulteriormente una candidatura già di per sé ricca di contenuti.

La sponda varesina offre un contributo sostanziale grazie a un asset culturale di grande valore: l’Archivio del Moderno, destinato a trovare casa nei nuovi spazi espositivi dell’ex Caserma Garibaldi, in piazza Repubblica. Una prospettiva che potrebbe trasformare Varese in un polo di riferimento per l’architettura moderna e contemporanea, con attività di ricerca, mostre e iniziative editoriali legate all’ingegneria, al design e alle arti visive.

Ma c’è anche un’idea più ampia che affiora da questa cooperazione: quella della “Città dei Laghi”, una visione identitaria che unisce i territori di confine al di là delle barriere geografiche e politiche, rafforzando una comunità culturale già esistente nella quotidianità e nella storia condivisa.