Luino saluta don Piergiorgio Solbiati, pastore e uomo di cultura

Per diciassette anni alla guida della comunità cittadina, ha segnato una stagione intensa della vita religiosa e sociale sul lago

Luino si stringe nel ricordo di don Piergiorgio Solbiati, sacerdote che ha accompagnato per quasi due decenni la vita della comunità locale e che si è spento oggi, domenica 11 gennaio, a Varese, dopo una lunga malattia. Aveva 85 anni.

Parroco dei Santi Pietro e Paolo dal 1998 al 2015 e a lungo decano del Decanato di Luino, don Piergiorgio – per molti semplicemente “don Giorgio” – è stato una presenza forte e riconoscibile, capace di coniugare autorevolezza pastorale, attenzione sociale e una profonda passione per la cultura. Dal 2015 aveva proseguito il suo ministero nella parrocchia di Casbeno, a Varese.

Una vocazione lunga sessant’anni

Nato a Busto Arsizio il 1° giugno 1939, era stato ordinato sacerdote il 26 giugno 1965 dall’arcivescovo Giovanni Colombo. Il suo cammino sacerdotale si è snodato tra diverse comunità: prima come vicario parrocchiale a Saronno, poi a Desio, dove dal 1983 al 1998 fu parroco di San Giovanni Battista e decano del locale decanato.

L’arrivo a Luino, nel 1998, segnò l’inizio di una delle stagioni più significative del suo ministero. Qui, insieme alla comunità di Colmegna, seppe imprimere una direzione chiara e riconoscibile, lasciando opere concrete e uno stile pastorale che molti ricordano ancora oggi.

Le opere e l’impegno educativo

Tra le iniziative più significative del periodo luinese si ricordano la nascita dell’asilo nido “I Felicissimi”, l’attenzione costante all’Istituto “Maria Ausiliatrice”, i numerosi interventi di restauro delle chiese e un impegno continuo sui temi sociali e familiari. Non secondaria, inoltre, l’esperienza della scuola di teologia per laici, pensata come percorso di formazione adulta e segno di una Chiesa capace di dialogare e formare anche fuori dai tradizionali ambiti catechistici.

Accanto alla dimensione pastorale, don Piergiorgio ha sempre coltivato un amore profondo per l’arte, la scrittura e il pensiero. Negli ultimi anni aveva dato forma a questa passione con un’intensa attività editoriale, pubblicando circa dieci libri tra il 2013 e il 2023, oltre ai suoi apprezzati pensieri settimanali.

Il ricordo della comunità

Della sua malattia aveva parlato pubblicamente il prevosto di Varese monsignor Gabriele Gioia durante il Te Deum del 31 dicembre, preparando idealmente le comunità che lo avevano conosciuto a un commiato carico di gratitudine.

Oggi la Comunità Pastorale Madonna del Carmine e l’intera città di Luino lo ricordano come un pastore vicino alla gente, capace di lasciare un segno che va oltre la dimensione ecclesiale. Un sacerdote che ha saputo unire fede, cultura e attenzione all’uomo, e che continua a vivere nella memoria di una comunità che lo ha profondamente amato.