Nuovo episodio di violenza al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Antonio Abate di Gallarate, dove nella serata di domenica un infermiere è stato aggredito da un paziente in attesa. L’operatore sanitario è stato colpito con un pugno al volto mentre, insieme a un collega, cercava di spostare un uomo che si era sdraiato davanti all’ingresso della sala d’attesa, impedendo il passaggio.
Il paziente, apparso fin da subito in evidente stato confusionale e con una forte alitosi alcolica, era stato fatto accomodare su una carrozzina. Poco dopo ha iniziato a urlare e a dimenarsi; nel caos che ne è seguito ha sferrato un colpo che ha raggiunto l’infermiere a un occhio, rompendogli anche gli occhiali.
A evitare conseguenze peggiori è stato l’intervento delle guardie giurate, che sono riuscite a immobilizzare l’uomo e a farlo adagiare su una barella. L’infermiere aggredito è stato subito medicato: per lui la prognosi è di cinque giorni.
Un clima sempre più teso
L’episodio arriva a poche ore di distanza da un altro intervento delle forze dell’ordine nello stesso pronto soccorso. Nella giornata di sabato, infatti, un giovane cittadino inglese, appena atterrato all’aeroporto di Malpensa, era stato accompagnato in ospedale in forte stato di alterazione alcolica, mettendo in atto comportamenti pericolosi. Nonostante l’intervento dei carabinieri, il ragazzo aveva continuato a dare in escandescenze anche dopo essere stato liberato dalle manette, rendendo necessario un nuovo intervento delle forze dell’ordine.
Sicurezza ancora al centro del dibattito
Questi episodi riaccendono i riflettori su un problema ormai cronico: la sicurezza del personale sanitario nei pronto soccorso. Nonostante l’inasprimento delle pene e l’introduzione dell’arresto in flagranza, anche differita, per chi aggredisce medici e infermieri, il fenomeno continua a ripetersi.
Un tema delicato e sempre più urgente, che resta al centro del confronto tra istituzioni, direzioni sanitarie e operatori, chiamati a garantire cure ai cittadini in contesti spesso difficili, senza poter contare su condizioni di lavoro realmente sicure.













