Airone salvato nella discarica di Gallarate grazie alla prontezza degli operatori

Debilitato dal freddo e dalla fame, un airone guardabuoi è stato recuperato all’interno dell’impianto di via Aleardi e affidato alle cure della Lipu

GALLARATE – Un gesto di attenzione, competenza e sensibilità ha permesso di salvare un airone guardabuoi finito in difficoltà all’interno della discarica di via Aleardi. Protagonisti della vicenda sono Alberto e Donato, due operatori in servizio martedì scorso nell’impianto gallaratese, che verso l’ora di pranzo hanno notato qualcosa di insolito nel piazzale.

L’animale, un airone dalle lunghe zampe e dal piumaggio bianco, con un’apertura alare che può arrivare quasi a un metro, era precipitato nel cassone dell’umido. «Ci siamo accorti subito che era in difficoltà, raccontano, non riusciva a muoversi e appariva molto debole». Non era la prima volta che i due si trovavano ad affrontare una situazione simile: in passato avevano già recuperato un rondone e, in un’altra occasione, erano intervenuti per mettere in salvo un picchio verde.

Questa volta, però, le condizioni dell’animale erano particolarmente critiche. L’airone guardabuoi era ridotto «al fantasma di se stesso», debilitato dal freddo e dalla mancanza di cibo. Probabilmente, spinto dalla fame, si era avvicinato alla discarica attirato dalla presenza di avanzi, nella speranza di riuscire a catturare qualche insetto. Un tentativo disperato che lo aveva condotto in un ambiente pericoloso, dal quale da solo non sarebbe riuscito a uscire.

Ricordando le indicazioni ricevute tempo prima da un volontario della Lipu, Costante Cavallaro, Alberto e Donato sono intervenuti con cautela. «Ci aveva spiegato cosa fare in casi come questo, racconta uno dei due, mettendo l’animale in una scatola di cartone, per non stressarlo e tenerlo al sicuro». Seguendo quelle istruzioni, si sono avvicinati lentamente all’airone, riuscendo a prenderlo senza causargli ulteriori traumi.

Una volta messo in sicurezza, è scattata la macchina dei soccorsi. I due operatori hanno contattato immediatamente la Lipu, che a sua volta si è attivata per il trasferimento dell’animale al centro di recupero della fauna selvatica “La Fagiana” di Magenta, il più vicino a Gallarate. Qui l’airone sarà curato e seguito fino a quando, compatibilmente con le sue condizioni, potrà tornare in libertà.

Nel pomeriggio di martedì tutte le procedure previste erano già state avviate. Una storia a lieto fine che dimostra come attenzione, formazione e collaborazione tra cittadini, operatori e associazioni possano fare la differenza anche nei contesti più inaspettati, trasformando un luogo come una discarica in il punto di partenza per un salvataggio.