MILANO – La Lombardia resta in zona bianca, con un’incidenza di mortalità tra le più basse del Paese. Tuttavia, i numeri confermano che l’emergenza non è finita: secondo i dati aggiornati dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, guidato dall’ingegnere Mauro Rossato, nei primi undici mesi del 2025 sono state registrate 149 vittime.
Nonostante la gravità del bilancio, si rileva un segnale positivo. Rispetto al 2024, le morti sul lavoro sono diminuite di 22 unità. Una flessione che indica un miglioramento sul fronte della sicurezza, anche se resta ancora molto da fare.
La provincia di Milano è quella con il numero più alto di decessi totali, 44. Seguono Brescia con 26, Bergamo con 20, Cremona con 13 e Mantova con 9. Più contenuti i numeri nelle province di Como, Monza Brianza e Pavia con 7, Lecco con 5, Varese e Lodi con 4, Sondrio con 3.
Milano è anche in cima alla graduatoria degli infortuni mortali in occasione di lavoro con 30 vittime, seguita da Brescia con 19, Bergamo con 12, Cremona con 10, Mantova e Monza Brianza con 6, Como con 5, Lecco con 4, Varese, Pavia e Lodi con 2, Sondrio con 1.
Secondo Rossato, il calo dei decessi è un segnale incoraggiante, frutto probabilmente di una maggiore attenzione alla prevenzione, alla formazione e ai controlli, ma l’emergenza resta concreta e impone ulteriori sforzi per garantire la sicurezza dei lavoratori.













