VARESE – Rafforzare la competitività di uno dei comparti simbolo del territorio e, allo stesso tempo, generare valore sociale. È questo l’obiettivo del Protocollo per la promozione di una filiera tessile circolare, sostenibile e inclusiva siglato questa mattina, martedì 20 gennaio, su iniziativa della Camera di Commercio di Varese. L’accordo coinvolge la Casa Circondariale di Busto Arsizio, Confindustria Varese, Confartigianato Imprese Varese e il Centro Tessile Cotoniero e Abbigliamento (Centrocot).
Un modello innovativo tra economia circolare e reinserimento lavorativo
Il protocollo punta a costruire un modello di economia circolare ad alto valore aggiunto, integrando percorsi strutturati di formazione professionale e reinserimento lavorativo delle persone detenute. Attraverso una governance condivisa e uno sviluppo articolato in fasi progressive, l’iniziativa mira a rendere il comparto tessile più resiliente, innovativo e socialmente responsabile, con l’ambizione di creare un progetto replicabile anche in altri territori.
Il peso del tessile nel Varesotto e la sfida ambientale
Il contesto territoriale rende il progetto particolarmente strategico: la provincia di Varese è infatti terza in Italia per numero di unità locali tessili e quinta per addetti occupati nel settore. Un’eccellenza produttiva chiamata oggi ad affrontare la transizione ecologica, considerando che solo il 22% dei rifiuti tessili post-consumo viene attualmente avviato a riutilizzo o riciclo. Il piano triennale previsto dal protocollo punta proprio a colmare questo divario, trasformando gli scarti in risorse di valore.
Le istituzioni: “Competitività e valore sociale insieme”
«Questa iniziativa rafforza il posizionamento del Varesotto come territorio di eccellenza nel tessile», ha sottolineato Mauro Vitiello, presidente della Camera di Commercio di Varese. «Vogliamo trasformare gli scarti in risorsa e il valore sociale in un elemento strutturale di competitività». Il progetto si inserisce nel quadro delle politiche per la transizione sostenibile e contribuisce agli obiettivi del Pnrr, trovando spazio all’interno di Malpensafiera Sustainhubility, l’hub territoriale per l’economia circolare promosso dalla Camera di Commercio.
Imprese e formazione al centro della transizione
Per Luigi Galdabini, presidente di Confindustria Varese, il protocollo è parte di una visione più ampia: «Il tessile non è un settore maturo, ma un comparto in grande fermento. Dobbiamo accompagnare le imprese nelle transizioni epocali in corso, anche attraverso progetti inclusivi capaci di generare valore economico e benessere sociale».
Sulla stessa linea Paolo Rolandi, presidente di Confartigianato Varese: «Questo accordo dimostra che il territorio sa fare squadra attorno alle proprie eccellenze. È un segnale forte per un comparto che ha attraversato crisi profonde ma conserva un patrimonio unico di competenze».
Il ruolo di Centrocot e del carcere di Busto Arsizio
Determinante anche il contributo di Centrocot: «Il settore tessile varesino ha le competenze per affrontare la transizione ecologica, ha evidenziato il presidente Mario Montonati. Il MultiLab di Centrocot è il luogo in cui la filiera sostenibile e circolare diventa concreta».
Per la Casa Circondariale di Busto Arsizio, il protocollo rappresenta un’opportunità concreta di inclusione. «Costruiamo percorsi formativi qualificati e reali possibilità di lavoro, ha spiegato la direttrice Elisabetta Palù. In questo modo il carcere diventa uno spazio di responsabilità, restituzione e riconnessione con il territorio».













