Mercosur, stop dal Parlamento UE: dubbi giuridici e proteste mettono in dubbio l’accordo. La Lega esulta

Per pochi voti l’Eurocamera chiede il parere della Corte di Giustizia. Crescono le perplessità su un’intesa considerata strategica da Bruxelles, ma sempre più contestata da agricoltori e parte dei deputati.

Il Parlamento europeo ha deciso di rallentare il percorso dell’accordo di libero scambio tra Unione europea e Mercosur, segnando un nuovo ostacolo a un’intesa che, seppur sostenuta con forza dalla Commissione, continua a sollevare forti critiche politiche, giuridiche e settoriali.

Per soli dieci voti, l’Aula di Strasburgo ha approvato la richiesta di rinvio del testo alla Corte di Giustizia dell’Unione europea, chiamata a verificare la compatibilità dell’accordo con i Trattati. Una decisione che rappresenta un successo simbolico per le centinaia di agricoltori mobilitati davanti al Parlamento e un evidente colpo politico per la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, che poche ore prima aveva assicurato di aver “ascoltato attentamente” le preoccupazioni del settore agricolo.

Accordo sotto osservazione giuridica

Le richieste di adire la Corte erano due: una promossa dal gruppo della Sinistra europea e sostenuta trasversalmente da deputati di cinque gruppi politici, l’altra dal gruppo dei Patrioti per l’Europa. La prima è passata per un soffio, mentre la seconda è stata respinta. Il risultato è che il voto di ratifica dell’accordo resta ora sospeso in attesa del parere dei giudici di Lussemburgo.

Al centro delle perplessità c’è in particolare la scelta della Commissione di spacchettare l’accordo in una parte di partenariato e in un’intesa commerciale provvisoria. Secondo il Parlamento, questa architettura potrebbe violare i principi di attribuzione delle competenze, di equilibrio istituzionale e di leale cooperazione, oltre a sollevare dubbi sul cosiddetto “meccanismo di riequilibrio” previsto nel testo.

Agricoltura in allarme

Il voto riflette anche una crescente inquietudine nel mondo agricolo europeo, che da mesi denuncia il rischio di una concorrenza considerata sleale, con l’ingresso sul mercato UE di prodotti provenienti da Paesi con standard ambientali, sanitari e fitosanitari più bassi.

Per molti operatori del settore, il Mercosur rappresenta non solo una minaccia economica, ma anche un potenziale passo indietro sul fronte della sostenibilità e della tutela delle produzioni locali. Non a caso, la mobilitazione degli agricoltori a Strasburgo ha avuto un peso politico evidente nel clima che ha portato al rinvio.

Commissione pronta a forzare la mano

Nonostante lo stop parlamentare, la Commissione conserva la possibilità di procedere comunque con un’applicazione provvisoria dell’accordo. Una prospettiva che alimenta nuove polemiche, con diversi gruppi che accusano Bruxelles di voler aggirare il controllo democratico su un’intesa dalle conseguenze potenzialmente rilevanti per interi settori produttivi.

La spaccatura attraversa anche i grandi gruppi europei, con numerosi deputati popolari e socialisti che hanno disatteso le indicazioni dei rispettivi leader, segnalando un disagio politico crescente attorno al dossier Mercosur.

Accordo strategico o intesa controversa?

Da Berlino, il cancelliere Friedrich Merz ha definito “deplorevole” la decisione dell’Eurocamera, richiamando la necessità di rafforzare le alleanze commerciali in chiave geopolitica. Ma il voto di Strasburgo mostra come, al di là delle grandi strategie, l’accordo continui a essere percepito da una parte significativa dell’Europa come sbilanciato e potenzialmente penalizzante, soprattutto per l’agricoltura.

Il rinvio alla Corte di Giustizia non chiude il dossier, ma certifica che il Mercosur resta un terreno minato: un accordo che Bruxelles considera strategico, ma che sul territorio europeo continua a incontrare resistenze, timori e una crescente richiesta di garanzie. Se vuoi, posso anche riscriverlo in versione ancora più critica (taglio pro-agricoltori) oppure più neutrale-istituzionale.

La Lega esulta

“Il Parlamento Europeo, col voto della Lega, blocca la ratifica del Mercosur. Ora la Corte di Giustizia sarà chiamata a valutare la compatibilità col diritto Comunitario e sarà possibile intervenire per portare avanti, così come abbiamo sempre sostenuto, delle garanzie a tutela della nostra produzione. Invitiamo da subito la Commissione a fermarsi e a non applicare provvisoriamente l’intesa. I nostri agricoltori potrebbero essere messi a rischio se si incomincia a importare riso, carne e altri prodotti senza le dovute garanzie di reciprocità. Ci vuole anche massima trasparenza in etichetta e controlli adeguati a garanzia del consumatore. In altre parole, mettere nero su bianco maggiori tutele per la nostra produzione”.
Così il senatore della Lega Giorgio Maria Bergesio, responsabile del dipartimento Agricoltura del partito.