Varese inaugura il Famedio, un luogo simbolo per ricordare chi ha fatto la storia della città

Varese inaugura il Famedio, un luogo simbolo per ricordare chi ha fatto la storia della città
I 58 nomi incisi nel Famedio appartengono a donne e uomini che si sono distinti nei campi della cultura, dell’arte, dell’imprenditoria, dello sport, della politica, della scienza e dell’impegno civile (foto d'archivio)

VARESE – Il Cimitero Monumentale di Giubiano si dota di un nuovo spazio destinato a diventare punto di riferimento per la memoria condivisa della città. Domenica 25 gennaio sarà inaugurato il Famedio cittadino, un monumento pensato per raccogliere e valorizzare il ricordo di figure che, in epoche diverse, hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo e all’identità di Varese, lasciando un’impronta riconoscibile anche oltre i confini locali.

Il progetto nasce con l’obiettivo di offrire un luogo stabile di riconoscimento pubblico, frutto di un percorso di analisi e confronto durato mesi, che ha portato all’individuazione di 58 personalità ritenute rappresentative della storia varesina. Alla cerimonia di inaugurazione saranno presenti il sindaco Davide Galimberti e la presidente della Commissione Famedio, Francesca Strazzi, che ha coordinato il lavoro di selezione, insieme ai familiari dei protagonisti ricordati. Un momento solenne che intende unire memoria, identità civica e partecipazione della comunità.

«Varese ha ora un luogo che racconta le sue radici attraverso i volti e le storie di chi l’ha resa grande – ha dichiarato il sindaco Davide Galimberti – Il Famedio è un omaggio alla memoria e all’impegno civico».

I 58 nomi incisi nel Famedio appartengono a donne e uomini che si sono distinti nei campi della cultura, dell’arte, dell’imprenditoria, dello sport, della politica, della scienza e dell’impegno civile, contribuendo in modo determinante a costruire il profilo storico e sociale della città e del Paese.

Carlo Maciachini (1818 – 1899), Angelo Poretti (1829 – 1901), Felicita Morandi (1827 – 1906), Enea Torelli (1845 – 1919), Silvio Macchi (1858 – 1924), Emma Zonda Macchi (1873 – 1912), Giulio Macchi (1865 – 1935), Giovanni Bagaini (1865 – 1940), Calogero Marrone (1889 – 1945), Carletto Ferrari (1919 – 1945), Antonio Bareggi (1901 – 1950), Rosa Genoni (1867 – 1954), Luigi Ganna (1883 – 1957), Edoardo Flumiani (1897 – 1960), Flaminio Bertoni (1903 – 1964), Lino Oldrini (1907 – 1964), Mario Bertolone (1911 – 1965), Achille Cattaneo (1885 – 1966), Lanciotto Gigli (1880 – 1968), Luigi Bassani (1912 – 1968), Ermenegildo Trolli (1882 – 1969), Guido Morselli (1912 – 1973), Angelo Frattini (1910 – 1975), Giovanni Borghi (1910 – 1975), Mario Ossola (1921 – 1986), Alfredo Binda (1902 – 1986), Piero Chiara (1913 – 1986), Renato Guttuso (1911 – 1987), Vittorio Tavernari (1919 – 1987), Luigi Francesco Prevosti (1897 – 1989), Sergio Brusa Pasquè (1923 – 1990), Amalia Liana Negretti Odescalchi (1897 – 1995), Tarcisio Pigionatti (1914 – 1997), Giuseppe “Claudio” Macchi (1921 – 1998), Ernesto Redaelli (1918 – 2000), Ermanno Bazzocchi (1914 – 2005), Pasquale Macchi (1923 – 2006), Gian Franco Maffina (1925 – 2010), Giovanni Valcavi (1926 – 2010), Salvatore Furia (1924 – 2010), Ottavio Missoni (1921 – 2013), Franca Pia Rame (1929 – 2013), Dante Trombetta (1928 – 2013), Paolo Mantegazza (1923 – 2015), Ermanno Montoli (1928 – 2016), Alfredo Castiglioni (1937 – 2016), Angelo Castiglioni (1937 – 2022), Attilio Nicora (1937 – 2017), Luigi Ossola, detto “Cicci” (1938 – 2018), Pier Gianni Biancheri (1941 – 2018), Giuseppe Zamberletti (1934 – 2019), Ambrogio Vaghi (1927 – 2022), Roberto Maroni, detto “Bobo” (1955 – 2022), Angelo Antonio Minonzio (1930 – 2022), Angelo Monti (1932 – 2023), Rosita Missoni Jelmini (1931 – 2025), Alfredo Ambrosetti (1931 – 2025), Antonio Tomassini (1943 – 2025).

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