Rotte di Malpensa, fronte comune contro il Nord-Ovest: i Comuni dicono no

Varesotto e Novarese chiedono alla Commissione Aeroportuale di bloccare la nuova ipotesi: “Scarica il rumore su altri territori, servono soluzioni condivise”

Si compatta il fronte dei Comuni sotto le rotte di Malpensa contro la nuova ipotesi di decollo verso Nord-Ovest. I rappresentanti del Varesotto, attraverso il coordinamento COR2, e quelli del Novarese, insieme alla Provincia, hanno inviato una presa di posizione formale ai sindaci del Cuv, chiedendo di non approvare la modifica presentata nell’ultima riunione della Commissione Aeroportuale del 16 dicembre.

Al centro della contestazione c’è la proposta avanzata da Enac, che secondo i Comuni non risolverebbe i problemi già emersi durante la sperimentazione del 2024. Anzi, pur riducendo l’impatto in alcune aree più prossime allo scalo, finirebbe per trasferire il peso del rumore su territori finora meno coinvolti, ampliando il numero delle persone esposte ai disagi.

Il coordinatore del COR2, il vicesindaco di Angera Milo Manica, sottolinea come l’esperienza dello scorso anno abbia dimostrato che il riequilibrio delle rotte non elimina il problema, ma lo redistribuisce. Una dinamica che, secondo i firmatari della lettera, non può essere accettata come soluzione strutturale. Viene inoltre criticato il riferimento esclusivo ai parametri normativi legati ai 60 decibel, ritenuti poco rappresentativi del disturbo reale percepito dai cittadini.

La posizione dei Comuni non è solo tecnica, ma anche politica. Nella missiva si invita i sindaci con diritto di voto in Commissione Aeroportuale a non cedere a quelle che vengono definite forzature da parte di Enac e Sea. L’obiettivo dichiarato è costruire un percorso condiviso, capace di tenere insieme le esigenze dei territori più vicini allo scalo e quelle delle cosiddette “seconde fasce”, che rischiano di vedere peggiorare sensibilmente la qualità della vita.

A rafforzare il fronte contrario c’è anche il coinvolgimento delle amministrazioni piemontesi, che temono ricadute sui propri piani di zonizzazione acustica e potenziali incoerenze con lo studio di Valutazione di Impatto Ambientale legato al Masterplan aeroportuale 2035. Secondo il documento congiunto, eventuali modifiche alle rotte renderebbero necessaria una revisione delle compensazioni ambientali e dei sistemi di monitoraggio, anche alla luce dell’avvio dell’Osservatorio Ambientale.

Tra i temi sollevati c’è anche l’aumento dei voli nelle primissime ore del mattino. Un’analisi allegata alla richiesta mostra come, tra le 6.00 e le 6.30, i voli in deroga siano cresciuti nel corso dell’estate 2025 senza poi tornare ai livelli precedenti nei mesi invernali, alimentando ulteriori preoccupazioni sul fronte del rumore.

Il messaggio che arriva dai Comuni è chiaro: nessuna nuova sperimentazione che sposti semplicemente il problema da un territorio all’altro. L’appello ai sindaci del Cuv è quello di allargare il confronto e costruire un fronte territoriale ampio, capace di individuare soluzioni alternative che non mettano in competizione i cittadini tra loro, ma che affrontino in modo strutturale l’impatto dello scalo su tutto il bacino interessato.