Con la fine di gennaio e le giornate che lentamente si allungano, la tradizione popolare celebra il passaggio verso la parte più luminosa dell’anno con uno dei riti più sentiti della Lombardia occidentale: la Gioeubia. Un’usanza di origine contadina che, attraverso il rogo del fantoccio, simboleggia l’addio all’inverno più rigido e l’auspicio di una stagione migliore. L’appuntamento è fissato, come da tradizione, all’ultimo giovedì di gennaio, che quest’anno cade il 29.
Attorno al falò non c’è solo il rito, ma una vera e propria festa di comunità: vin brulé, risotti, frittelle e piatti tipici accompagnano serate che uniscono folklore, socialità e memoria collettiva. Il rogo della Gioeubia si inserisce nel più ampio calendario dei riti del fuoco e della luce che caratterizzano gennaio, accanto ai falò di Sant’Antonio a Varese o ad altre tradizioni locali come Sant’Agnese a Somma Lombardo o sa brüsa ul vecc a Germignaga.
Il cuore della tradizione nel Varesotto
Il fulcro delle celebrazioni resta l’area tra Gallarate e Busto Arsizio, con numerosi eventi anche nei Comuni limitrofi.
A Gallarate l’organizzazione è affidata come sempre alla Pro Loco: appuntamento all’oratorio di Arnate, con l’immancabile risotto con la luganiga preparato nella storica pentola del Guinness dei Primati del 1998.
A Busto Arsizio la tradizione si moltiplica: diverse Gioeubie nei quartieri confluiranno nel grande falò unitario delle 19 nel parcheggio di via Einaudi, quando tutti i fantocci verranno bruciati insieme in un unico, simbolico momento.
Numerosi anche gli appuntamenti in Valle Olona, da Marnate a Solbiate Olona, passando per Gorla Minore, Gorla Maggiore, Fagnano Olona e Olgiate Olona, dove ogni paese declina la festa con orari e proposte gastronomiche diverse.
Falò e sapori in tutto il territorio
A Castellanza il “Falò della Gioeubia granda e della Gioeubia di fioeu” è previsto alle 19, accompagnato da stand gastronomici con vin brulé, polenta, bruscitti e dolci tradizionali.
A Cassano Magnago cambia la location: il rogo si terrà nell’area di via Mantova, traversa di viale delle Rimembranze.
Anche Saronno celebra la Gioeubia, con il falò in programma alle 20.45, mentre a Rovello Porro va in scena il “Rogo del Genè”, in piazza Libertà.
A Cardano al Campo la “zobia” sarà accesa dalle 19.30 in piazza Ghirighelli, con musica, risotto e luganega, oltre a iniziative culturali curate dai ragazzi del Consiglio comunale dei ragazzi.
Ad Arsago Seprio la festa anima il Parco Pissina grazie alla collaborazione tra Pro Loco, Alpini, Cai e banda musicale, con un’ampia offerta gastronomica.
A Lonate Pozzolo il falò delle 19.30, nel cortile accanto al municipio, è accompagnato dalla tradizione del Cinìn, la cena frugale ospitata al vicino centro anziani.
A Ferno, infine, il rogo in piazza del Lavatoio è arricchito dall’esibizione del gruppo folkloristico dei frustatori, elemento distintivo della festa locale.
Le eccezioni al calendario
Non mancano le varianti: a Vergiate la Gioeubia è stata anticipata al 18 gennaio, mentre a Cairate il rogo non si terrà di giovedì, ma domenica 1 febbraio, al parco del cimitero, con festa e specialità gastronomiche.
Un calendario ricco che conferma come la Gioeubia, ancora oggi, non sia solo un rito antico, ma un momento vivo di identità, partecipazione e comunità.













