Il mondo del calcio piange Paolo Ferrario, scomparso all’età di 83 anni. Attaccante e successivamente allenatore, era conosciuto da tutti con il soprannome di “Ciapina”, guadagnato per la sua straordinaria capacità di segnare gol d’istinto e di rapina, proprio come il personaggio interpretato da Ugo Ciapina nella banda “Dovunque”.
Il periodo più brillante della sua carriera da calciatore fu vissuto tra il 1963 e il 1965 con la maglia del Milan, dove seppe ritagliarsi uno spazio importante arrivando anche a sostituire José Altafini. In rossonero mise a segno 16 reti in 33 presenze, lasciando un ricordo significativo nonostante la concorrenza di campioni affermati.
Ferrario vestì anche le maglie di Lazio e Varese in Serie A. Con i biancorossi varesini disputò la stagione 1965-66, collezionando otto presenze e un gol, per poi tornare brevemente nel 1968, con una sola apparizione. In entrambe le esperienze il suo percorso a Varese si concluse dopo pochi mesi: prima il trasferimento a Cesena, dove sposò la figlia del presidente Dino Manuzzi, poi l’approdo a Perugia.
Conclusa la carriera da calciatore, proseguita anche in Serie B con diverse squadre, tra cui il Monza, Ferrario intraprese la strada della panchina, guidando numerose formazioni di Serie C come Trento, Modena, Messina e Novara. Proprio a Novara fu esonerato, ma la squadra riuscì comunque a tornare in C1, categoria raggiunta anche con l’Ospitaletto, a conferma di una carriera da tecnico intensa e ricca di esperienze.
Scomparso anche Bruno Canto, ex Verbania
Il fine settimana è stato segnato anche dalla scomparsa di Bruno Canto, classe 1941, ex attaccante poi difensore, ricordato come una vera bandiera del Novara tra Serie B e Serie C. Canto ha vestito anche la maglia del Verbania nella stagione 1967-68, disputando 35 partite e segnando due reti, oltre a esperienze con Vigevano e Pavia, prima di chiudere la carriera a Trecate.
Due figure diverse, ma entrambe profondamente legate al calcio di provincia e a una stagione storica del pallone italiano, che oggi lascia spazio al ricordo e alla gratitudine di tifosi e addetti ai lavori.













