Con l’avvio del nuovo anno prosegue senza soluzione di continuità l’attività di presidio e controllo ai valichi di confine con la Svizzera, nell’ambito del dispositivo permanente di prevenzione e contrasto alle violazioni doganali.
Nei giorni scorsi, il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli del Distaccamento Territoriale di Ponte Chiasso, in collaborazione con i finanzieri del Gruppo Ponte Chiasso, ha sottoposto a controllo una cittadina italiana, iscritta all’AIRE e residente a Dubai (UAE), che viaggiava con monili di elevato valore acquistati oltreconfine.
La donna, accompagnata dal marito, anch’egli residente all’estero e iscritto all’AIRE, aveva appena concluso presso gli uffici della dogana svizzera di Chiasso le operazioni di tax free, ottenendo il rimborso dell’IVA elvetica sui beni acquistati. Tuttavia, prima di fare ingresso nel territorio italiano, aveva omesso di dichiarare la merce alle autorità doganali italiane, presenti nella stazione internazionale di Chiasso.
Il comportamento, finalizzato ad aggirare le procedure previste per la corretta immissione nel territorio unionale di beni di valore superiore alle franchigie consentite, non è passato inosservato. I finanzieri impegnati nei servizi di vigilanza hanno infatti rilevato l’anomalia e hanno immediatamente allertato il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in servizio presso l’Ufficio Viaggiatori, consentendo di individuare i due coniugi nel frattempo saliti a bordo del primo treno diretto in Italia.
Alla consueta domanda circa l’eventuale presenza di valuta o merce da dichiarare, la viaggiatrice ha risposto negativamente. La dichiarazione è apparsa però incoerente con gli elementi raccolti, inducendo gli operanti ad approfondire il controllo. All’interno dello zaino in suo possesso è stato così rinvenuto un vero e proprio “tesoro”: due preziosi girocollo, per un valore complessivo superiore a 140 mila euro.
È scattata quindi la contestazione della violazione amministrativa prevista dall’articolo 79 del D.Lgs. 141/2024, relativa al contrabbando per infedele dichiarazione. La donna è stata obbligata a corrispondere l’intero ammontare dei diritti doganali evasi, a titolo di dazio e IVA, oltre alla sanzione amministrativa applicata nei minimi edittali. L’importo complessivo da versare, pari a oltre 41 mila euro, è stato condizione necessaria per ottenere lo svincolo della merce.
L’operazione rappresenta un ulteriore risultato concreto della collaborazione rafforzata tra l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e la Guardia di Finanza, sancita dal Protocollo d’intesa rinnovato nel maggio 2025. Un’azione congiunta che si inserisce nel più ampio e costante dispositivo di controllo ai confini, a tutela della legalità economico-finanziaria e con particolare attenzione al contrasto del contrabbando di prodotti del mercato del lusso.













