Fondazione Milano Cortina, figuraccia olimpica: si “rimangia” i biglietti vinti da una scuola di Tradate

La classe dell’Istituto “Galilei” di Tradate aveva conquistato l’ingresso alla partita olimpica di hockey femminile Francia-Giappone. La Fondazione Milano Cortina 2026 ritira i ticket destinati alle scuole: delusione tra studenti, famiglie e docenti.

Grande amarezza tra gli studenti della 3ª E dell’Istituto Comprensivo “G. Galilei” di Tradate e tra le loro famiglie: l’uscita scolastica alla Rho Ice Arena, in programma il 6 febbraio 2026 per assistere alla partita olimpica di hockey femminile tra Francia e Giappone, è stata ufficialmente annullata. A comunicarlo è stata la dirigente scolastica Raffaella Ferrari, con una circolare inviata ai genitori nella quale non nasconde il «grande rammarico» per una decisione arrivata all’improvviso e a ridosso dell’evento.

La causa non dipende dalla scuola. Come spiegato nella comunicazione ufficiale, l’annullamento è conseguenza del ritiro della quasi totalità dei biglietti precedentemente assegnati alle scuole da parte della Fondazione Milano Cortina 2026. Una scelta che ha colto di sorpresa l’istituto e che ha reso impossibile la partecipazione degli studenti, nonostante i ticket fossero stati regolarmente vinti.

I biglietti, infatti, non erano frutto di una semplice prenotazione, ma il premio di una competizione promossa proprio in ambito olimpico. Lo scorso anno la classe aveva preso parte a una sfida basata sull’uso di un’app contapassi: docenti e alunni dovevano “percorrere” virtualmente il tragitto da Pechino a Milano, accumulando chilometri camminando ogni giorno. La 3ª E aveva vinto la competizione, conquistando così l’accesso all’evento olimpico. Un traguardo costruito con impegno e partecipazione, che oggi appare vanificato.

Secondo quanto emerso da contatti informali avuti da una docente con i referenti del progetto, il ritiro dei biglietti sarebbe legato alla loro messa in vendita, scelta che avrebbe ridotto drasticamente la quota riservata alle scuole. Una spiegazione che però non attenua il malcontento.

Tra i genitori prevalgono frustrazione e disappunto. La comunicazione, arrivata a una sola settimana dall’uscita, ha lasciato molti con la sensazione di una promessa disattesa. «Per i nostri figli sarebbe stata un’esperienza unica, educativa e diversa dal solito – racconta un padre –. Non è giusto che le scuole, e soprattutto chi ha vinto quei biglietti, vengano penalizzate così». Alcune famiglie stanno valutando l’ipotesi di scrivere direttamente alla Fondazione per chiedere chiarimenti ufficiali e capire se esistano margini di ripensamento o almeno forme di compensazione futura.

La delusione più grande, però, è quella dei ragazzi. Per molti di loro sarebbe stata la prima occasione di vivere da vicino l’atmosfera olimpica, frutto di un progetto che univa sport, movimento e lavoro di squadra. La docente referente, professoressa Fiamenghi, ha parlato di una «opportunità formativa persa», sottolineando l’impegno con cui la classe aveva partecipato all’iniziativa.

Un episodio che lascia l’amaro in bocca e solleva interrogativi sul rapporto tra grandi eventi e mondo della scuola, proprio mentre le Olimpiadi vorrebbero essere anche un’occasione educativa e di coinvolgimento per le nuove generazioni.