Un incontro di lavoro trasformato in un incubo, un sequestro lampo e una morte ancora avvolta dal mistero. È questo lo scenario delineato dal figlio di Alexander Adarich, l’ex banchiere ucraino di 54 anni precipitato dal quarto piano di un edificio nel centro di Milano il 23 gennaio 2026. Secondo il racconto reso agli inquirenti, Adarich e il figlio maggiore Igor sarebbero stati vittime di un’azione violenta organizzata da presunti sequestratori di nazionalità russa.
I due erano partiti dalla Spagna la mattina del 23 gennaio per raggiungere Milano, dove avrebbero dovuto partecipare a un incontro di lavoro con un uomo conosciuto come “Kirill”, contatto del padre su Telegram. Arrivati in città, avrebbero preso un taxi diretto a un b&b di lusso in via Nerino. All’esterno della struttura, ad attenderli, ci sarebbe stato un uomo mai visto prima dall’ex banchiere, che li avrebbe invitati a seguirlo.
Pochi istanti dopo, secondo la ricostruzione, padre e figlio sarebbero stati aggrediti alle spalle e incappucciati con sacchetti di stoffa. Separati subito dopo, Igor sarebbe stato trattenuto per alcune ore e poi rilasciato con l’intimidazione di non raccontare nulla: “Sappiamo dove vivi”, gli avrebbero detto. Il giovane avrebbe quindi lasciato Milano e fatto ritorno in Catalogna.
Per Alexander Adarich, invece, la sorte sarebbe stata ben più tragica. Il corpo presentava segni compatibili con percosse, possibili tentativi di strangolamento e lesioni a polsi, volto e collo, elementi che rafforzano l’ipotesi di una violenza subita prima della caduta. Gli investigatori stanno valutando anche un possibile movente economico: poco prima della morte, dai server risulterebbe un trasferimento di criptovalute dal wallet della vittima, forse effettuato sotto costrizione. Al momento non è chiaro dove siano finite quelle risorse digitali.
Rientrato in Spagna, Igor avrebbe raccontato quanto accaduto alla seconda moglie del padre. La donna ha riferito che Adarich temeva da tempo ritorsioni per un ingente debito, riconducibile proprio al figlio. Da qui la segnalazione alle autorità spagnole. Proprio mentre veniva formalizzata la denuncia di scomparsa, l’Ufficio Sirene ha comunicato il ritrovamento del corpo a Milano, chiedendo di informare la famiglia.
Le indagini sono ora nelle mani della squadra mobile di Milano, coordinata dal pubblico ministero Rosario Ferracane, che sta cercando riscontri al racconto del figlio e lavora per identificare i responsabili di un caso che intreccia affari internazionali, presunti sequestri e criptovalute.













