Federica Brignone ce l’ha fatta. Sulla pista di casa, alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina, la campionessa valdostana ha conquistato la medaglia d’oro nel Super G di sci alpino, chiudendo un cerchio che sembrava destinato a restare incompleto. È l’unico titolo che mancava alla sua straordinaria carriera e lo ha trovato proprio in Italia, davanti al suo pubblico, scoppiando in lacrime subito dopo l’arrivo.
Con questo successo Brignone entra definitivamente nella storia dello sci azzurro: è la quinta italiana a vincere un oro olimpico dopo Magoni, Compagnoni (tre volte), Ceccarelli e Goggia, ma soprattutto è la prima a riuscire nell’impresa di mettere insieme Coppa del Mondo, titolo mondiale e oro olimpico.
La sua vittoria è arrivata al termine di una gara durissima, su una pista che non ha perdonato. Le insidie del tracciato hanno spento i sogni di Sofia Goggia, uscita dopo aver inforcato una porta, e di molte altre big della disciplina. Brignone invece ha sciato con lucidità e coraggio, affrontando ogni passaggio con la maturità della campionessa.
Un trionfo che assume un valore ancora più profondo se si guarda indietro di meno di un anno. Il 3 aprile, durante una gara, la sua gamba sinistra si era frantumata in un grave incidente che aveva fatto temere il peggio. Operata una prima volta il 24 aprile per ricomporre i frammenti ossei e sottoposta a un secondo intervento a luglio, Brignone era tornata ufficialmente in gara solo il 20 gennaio, nel gigante di Plan de Corones, 292 giorni dopo quel giorno che le ha cambiato la vita.
Oggi, con il grado di maresciallo dei Carabinieri, ha trovato la forza di chiudere gli occhi al cancelletto, respirare a fondo e lasciarsi andare. La sua discesa è stata solida, veloce, segnata da intermedi eccellenti e da un passaggio critico superato con grande abilità, evitando una caduta che avrebbe potuto compromettere tutto. Il cronometro si è fermato su 1’23”41: il tempo dell’oro.
Subito dopo l’arrivo l’emozione ha preso il sopravvento. «È incredibile, sono ancora emozionata e ho l’adrenalina che mi scorre nelle vene – ha raccontato a Rai Sport –. Oggi ero tranquilla, volevo sciare fluida e fidarmi della pista. Non cercavo la linea perfetta, ma di fare le curve più veloci possibile».
A Cortina, Federica Brignone non ha solo vinto una gara: ha trasformato la paura in forza, il dolore in riscatto e un sogno inseguito per anni nella pagina più luminosa della sua carriera













