L’Insubria inaugura l’anno accademico: investimenti, innovazione e nuovi spazi per studenti e ricerca

Dal Teatro Sociale di Como il rilancio dell’ateneo tra autonomia universitaria, nuovi progetti infrastrutturali e sfide legate alla vita studentesca, con uno sguardo rivolto a tecnologia e territorio.

COMO – Si è aperto al Teatro Sociale di Como il nuovo anno accademico dell’Università degli Studi dell’Insubria, davanti a una platea composta da autorità, docenti e rappresentanti del mondo accademico. Una cerimonia che ha rappresentato non solo un momento istituzionale, ma anche l’occasione per tracciare un bilancio delle attività recenti e presentare i progetti che segneranno il futuro dell’ateneo.

Ad aprire la cerimonia è stata la rettrice Maria Pierro, che ha ribadito il valore della conoscenza e della ricerca come motori di progresso sociale ed economico. «L’università deve restare uno spazio indipendente di cultura e di condivisione del sapere – ha sottolineato – e la sua autonomia va difesa da ogni forma di ingerenza che possa comprometterne competitività e libertà».

Nuovi spazi per didattica e studenti

Tra le principali novità annunciate figura il trasferimento di alcuni corsi giuridici e umanistici negli spazi del Palazzo delle Corporazioni in piazza Monte Grappa, a Varese, messi a disposizione dalla Camera di Commercio. Un’operazione che punta a rafforzare la presenza universitaria nel cuore della città.

Parallelamente, l’ateneo ha avviato un piano di investimenti da 50 milioni di euro per la riqualificazione e la realizzazione di nuove strutture. Tra gli interventi più attesi c’è lo studentato di Biumo, già in fase di realizzazione, destinato ad aumentare l’offerta di alloggi per gli studenti.

Il direttore generale Antonio Romeo ha ricordato come servizi e spazi adeguati siano fondamentali tanto quanto la qualità della didattica per rendere attrattivo un ateneo.

Hub quantistico e intelligenza artificiale

L’Insubria, con sedi distribuite tra Como, Varese e Busto Arsizio, punta a mantenere un forte legame con il territorio, guardando però anche alle grandi trasformazioni tecnologiche.

Tra i progetti più ambiziosi figura la nascita di un centro studi dedicato al calcolo quantistico e intitolato ad Alessandro Volta, con un approccio multidisciplinare che coinvolgerà diverse aree di ricerca. Secondo la rettrice Pierro, il calcolo quantistico rappresenta una delle innovazioni più dirompenti per il futuro.

L’ateneo ha inoltre avviato sperimentazioni sull’intelligenza artificiale, introducendo avatar digitali dei docenti capaci di fornire agli studenti informazioni e chiarimenti, ampliando così le modalità di supporto alla didattica.

Le difficoltà degli studenti

Nel corso della cerimonia è intervenuta anche Asia Martina Di Lorenzo, presidente del Consiglio generale degli Studenti, invitando i colleghi a vivere appieno l’esperienza universitaria, ma ricordando anche le difficoltà concrete che molti giovani devono affrontare.

Tra i problemi più sentiti restano il costo degli affitti, i collegamenti spesso complicati e le spese di trasporto per gli studenti fuori sede. «L’università deve restare un luogo in cui nessuno si senta fuori posto», ha sottolineato.

Il ruolo delle istituzioni

Alla cerimonia hanno preso parte anche esponenti delle istituzioni nazionali e locali, a conferma del ruolo strategico degli atenei nello sviluppo dei territori.

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha ribadito come la spesa pubblica per l’università debba essere considerata un investimento sul futuro, sottolineando l’importanza di fare sistema tra istituzioni e realtà locali.

Sulla stessa linea il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, che ha richiamato il valore della coesione territoriale per sostenere innovazione e crescita.

Il sindaco di Varese Davide Galimberti ha infine espresso soddisfazione per l’arrivo di nuovi corsi e per il rafforzamento della presenza universitaria sul territorio, ribadendo però la necessità di aumentare le soluzioni abitative per gli studenti fuori sede.

La nuova inaugurazione dell’anno accademico conferma dunque l’Università dell’Insubria come un ateneo in espansione, impegnato a coniugare innovazione, servizi e radicamento territoriale, pur dovendo ancora affrontare alcune criticità legate alla vita studentesca e all’accessibilità.