Capodanno, porte chiuse al Constellation: la testimonianza del buttafuori

Davanti agli investigatori, il buttafuori ha raccontato di aver sentito Jessica mentre parlava con alcuni collaboratori (foto d'archivio)

CRANS-MONTANA – La disposizione era chiara: porte di sicurezza chiuse. Accessi consentiti solo dall’ingresso principale. Così è stato riferito agli inquirenti dopo la tragedia avvenuta nella notte di Capodanno al Constellation di Crans-Montana.

A ricostruire quei momenti è stato Jankovic Predrag, addetto alla sicurezza in servizio quella sera nel locale. Nel bilancio si contano 41 vittime e 115 feriti.

Davanti agli investigatori, il buttafuori ha raccontato di aver sentito Jessica mentre parlava con alcuni collaboratori. «Dicevano che le porte dovevano rimanere chiuse», ha riferito. L’indicazione, secondo quanto emerso, riguardava le uscite di sicurezza, che non dovevano essere utilizzate.