Pedaggi autostradali 2026: aumenti contenuti ma prezzi sempre più diversi

Inflazione, concessionari e costi di gestione: perché al casello non si paga mai la stessa cifra

Il 2026 si è aperto con un nuovo ritocco ai pedaggi autostradali, ma l’aumento non è uguale per tutti. Gli adeguamenti legati all’inflazione incidono in modo diverso a seconda delle tratte e dei concessionari, restituendo una rete italiana dai costi sempre più disomogenei. Come spiega Nicola Teofilo di Immobiliare.it, i rincari non sono discrezionali, ma il risultato di regole precise.

Il primo fattore è l’adeguamento all’inflazione previsto dai Piani economico-finanziari delle concessionarie. Dopo i chiarimenti dell’Autorità di regolazione dei trasporti, i pedaggi non possono più essere congelati automaticamente e nel 2026 l’aumento medio si attesta intorno all’1,5%, con effetti però diversi da tratta a tratta. A questo si aggiungono le differenze tra concessionari: alcune società hanno già definito i propri piani o hanno scelto di non applicare rincari, mentre altre hanno recepito per intero l’adeguamento. Infine, incidono i costi di gestione, che comprendono manutenzione, investimenti, oneri statali e spese operative.

Secondo Altroconsumo, che ha analizzato 38 tratte, l’aumento medio effettivo scende all’1,1%. In concreto significa spesso 10 o 20 centesimi in più a viaggio, fino a 30 centesimi sulle percorrenze più lunghe. Cifre limitate, ma che per chi utilizza l’autostrada ogni giorno possono pesare sul bilancio annuale.

L’indagine mostra anche una forte variabilità dei prezzi: tra le tratte più care figurano la A4 Milano Est–Venezia Mestre e la A14 Napoli–Bari Nord, mentre i collegamenti più brevi restano sotto i due euro. La rete della provincia di Varese si colloca nella fascia più bassa della graduatoria.

Il costo finale non dipende solo dai chilometri percorsi, ma anche da Iva, arrotondamenti, classe del veicolo e caratteristiche del tracciato. Un sistema complesso che spiega perché tratte simili possano avere prezzi diversi e perché, nel tempo, i pedaggi siano cresciuti più dell’inflazione: negli ultimi dieci anni l’aumento medio in Italia è stato di circa il 27%, con punte ben più elevate sulle arterie più trafficate.