MILANO – Gino Cecchettin, presidente della Fondazione Giulia Cecchettin, ha parlato a margine di una lezione aperta all’Università Cattolica di Milano sul ddl Bongiorno in materia di violenza di genere. “Solo con il sì c’è il vero consenso”, ha affermato, spiegando che la legge potrebbe non tutelare adeguatamente le donne. Cecchettin ha citato il caso Pelicot, in cui la vittima non ha espresso un sì chiaro ma neanche un no, a causa della coercizione subita.
Secondo il presidente, in situazioni simili la normativa attuale non garantirebbe protezione efficace. Riguardo alla legge sul femminicidio entrata in vigore a dicembre, Cecchettin l’ha definita “un passo in avanti” perché definisce e dà struttura al concetto di femminicidio in base alla vittima. Tuttavia, ha aggiunto che, secondo il comitato legale della fondazione, la normativa può essere perfezionata e necessita di ulteriori strumenti attuativi.
L’intervento ha evidenziato la necessità di avere finalmente leggi chiare e operative per garantire tutela reale alle donne. La discussione sottolinea il contrasto tra intenti legislativi e applicazione pratica in casi complessi. Cecchettin invita a riflettere su come rafforzare la protezione e il riconoscimento giuridico delle vittime. La fondazione punta a sostenere iniziative legislative più efficaci e complete. L’accento è posto sull’importanza del consenso esplicito come criterio centrale nelle normative contro la violenza di genere.













