Roma, 20 ott. (Apcom) – E’ gelo tra governo e imprenditori sull’idea di rivalutare il posto fisso, lanciata dal ministro dell’Economia Giuli Tremonti.
“La polemica della sinistra sulle dichiarazioni di Tremonti e sul
posto fisso – ha detto Berlusconi – è l’ennesima
conferma della malafede di molti esponenti della sinistra.
Confermo la mia completa sintonia con il ministro Tremonti.
Per noi, come dimostrano i provvedimenti presi in questi mesi a
tutela dell’occupazione, è del tutto evidente che il posto fisso
è un valore e non un disvalore. Così come sono un
‘valore’ le cosiddette partite Iva”.
L’intervento del Premier ha fatto seguito ad una dichiarazione di segno opposto della presidente degli industriali Emma Marcegaglia. “Riteniamo – ha dichiarato – che la cultura del posto fisso
è un ritorno al passato non possibile che in questo Paese ha
creato problemi: un aumento della disoccupazione, del sommerso
per esempio nel Mezzogiorno e, nella P.A., la logica
dell’assenteismo e dei fannulloni”.
Ma anche il ministro Tremonti ha sentito di voler tornare a ribadire il suo pensiero, convinto di aver detto niente altro che una cosa ‘ovvia’ come preferire il caldo al freddo. “Io ho
detto che preferisco il lavoro fisso, e mi sembrava una cosa
scontata”, ha spiegato, aggiungendo: “Se uno mi chiede se
preferisce stare al caldo o stare al freddo, io preferisco stare
al caldo”. “Detto questo, non è che quando uno dice così difende chi non
lavora”, ha aggiunto il ministro al termine dell’Ecofin informale
a Lussemburgo, osservando: “Siccome il lavoro non fisso fa parte
del mondo portato dalla globalizzazione, è bene che ci siano
leggi che lo definiscono. La legge Treu ha portato sul lavoro
precario una stabilità che io condivido assolutamente”.
MAZ
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