ROMA – Divisioni nel governo sul possibile via libera all’acquisto di petrolio russo. Il tema riaccende il confronto politico dopo le parole del leader della Lega Matteo Salvini, che invita Italia ed Europa a valutare una scelta più pragmatica.
Secondo il segretario leghista gli Stati Uniti avrebbero allentato le sanzioni verso Mosca e, per questo, anche l’Europa dovrebbe riflettere su una linea simile. Salvini sottolinea che la questione non riguarda un sostegno alla Russia guidata da Vladimir Putin. A suo giudizio, iniziative come l’esclusione degli atleti russi dalle Paralympic Games o la mancata partecipazione di artisti alla Venice Biennale non rappresentano un vero aiuto all’Ucraina. Il leader della Lega aggiunge inoltre di condividere la posizione dell’ex presidente americano Donald Trump.
Di segno opposto la posizione del ministro degli Esteri e leader di Forza Italia Antonio Tajani. Tajani ribadisce la necessità di mantenere le sanzioni contro la Russia e ricorda che l’Italia è stata tra i Paesi che hanno sostenuto iniziative per spingere Mosca verso un cessate il fuoco, con l’obiettivo di arrivare il prima possibile alla fine della guerra.
Il confronto si riflette anche sul piano europeo. Il premier ungherese Viktor Orbán sostiene che l’Unione europea non possa superare la crisi energetica senza il petrolio russo e torna ad attaccare il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy, affermando che Budapest respinge qualsiasi pressione da Kiev.













