Oggi, 23 marzo 2026, gli italiani sono chiamati alle urne per il referendum sulla giustizia, con seggi aperti dalle 7 alle 15. Al centro della consultazione c’è la modifica di alcuni articoli della Costituzione che regolano l’organizzazione della magistratura, tra cui la discussa separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri.
Come votare correttamente
Per esercitare il diritto di voto è necessario presentarsi al seggio con un documento di identità valido e la tessera elettorale. Ma c’è un altro obbligo fondamentale: lasciare il cellulare prima di entrare nella cabina elettorale.
La misura serve a garantire la segretezza del voto, principio cardine del sistema democratico. Non rispettarla può avere conseguenze serie.
Vietato fotografare la scheda
Scattare una foto alla scheda elettorale è un reato. Lo stabilisce il decreto-legge n. 49 del 1° aprile 2008, convertito nella legge n. 96 del 30 maggio 2008, introdotto proprio per impedire violazioni della segretezza del voto e fenomeni come la corruzione elettorale o il voto di scambio.
La fotografia del voto, infatti, potrebbe essere utilizzata come prova per ottenere vantaggi illeciti, compromettendo la libertà dell’elettore.
Un episodio si è già verificato a Catanzaro, dove due cittadini sono stati segnalati alla Procura per aver fotografato la scheda durante la prima giornata di voto.
Le sanzioni
Chi entra in cabina con il cellulare o lo utilizza rischia una denuncia penale. Le sanzioni previste includono l’arresto da tre a sei mesi e una multa che può variare dai 300 ai 1.000 euro.
Il ruolo del presidente di seggio
A vigilare sul rispetto delle regole è il presidente di seggio, che invita ogni elettore a consegnare eventuali dispositivi elettronici prima del voto. I telefoni vengono custoditi temporaneamente e restituiti una volta completata l’operazione, con registrazione formale della consegna e della restituzione.
Un sistema pensato per tutelare non solo la regolarità del voto, ma anche la libertà di scelta di ogni cittadino.













