Crimini giovanili in calo, ma cresce l’allarme violenze sessuali in Ticino

Il bilancio 2025 della Polizia cantonale: meno reati tra i minori, ma aumentano i casi legati all’assenza di consenso

Diminuiscono i reati violenti tra i minorenni, ma aumentano le segnalazioni per violenze sessuali: è questo il quadro che emerge dal bilancio 2025 della Sezione reati contro l’integrità delle persone (SRIP) della Polizia cantonale, intervenuta complessivamente 878 volte nel corso dell’anno, con un incremento del 10,7% rispetto al 2024.

Minorenni: meno violenza, ma resta il nodo delle rapine

Il dato più incoraggiante riguarda i giovani: le inchieste per reati violenti in Ticino sono scese in modo netto, passando da 98 a 40 casi in un anno. Anche gli arresti risultano più che dimezzati, da 35 a 17. Un calo influenzato anche dall’assenza di operazioni straordinarie come quella legata al “Pedo-Hunting” nel Luganese, che aveva inciso sui numeri dell’anno precedente.
Nonostante questo miglioramento, permane una criticità: circa una rapina su quattro coinvolge gruppi di minorenni che prendono di mira coetanei per sottrarre cellulari, capi firmati o piccole somme di denaro.

Violenza sessuale in aumento: pesa la riforma del Codice penale

Sul fronte dei reati sessuali, il trend è invece in crescita. Le violenze carnali sono passate da 18 a 26 casi a livello cantonale. Un aumento che, secondo gli inquirenti, è strettamente collegato alla recente riforma del Codice penale, che ha ridefinito i criteri per configurare il reato.
Oggi, infatti, è sufficiente l’assenza di consenso della vittima, senza la necessità di dimostrare violenza fisica o minacce. Restano invece sostanzialmente stabili le inchieste per pornografia, ferme a 86 casi, spesso legate al monitoraggio della rete.

Prevenzione nelle scuole e interventi precoci

Accanto all’attività investigativa, prosegue con forza il lavoro di prevenzione. Il Gruppo visione giovani (GVG) è stato attivato quasi 300 volte da famiglie e istituti scolastici per gestire situazioni di disagio.
Oltre 340 gli interventi formativi nelle scuole ticinesi e più di cento i colloqui di conciliazione con minori e genitori, con l’obiettivo di intercettare i problemi prima che si trasformino in reati.

Aumentano le scomparse e la tutela delle vittime fragili

Crescono anche i casi di allontanamento di minorenni, saliti da 12 a 21 in un anno. Parallelamente, si rafforza l’impegno nella protezione delle vittime più vulnerabili: nel 2025 sono state effettuate 84 audizioni videoregistrate, coinvolgendo minori, anziani e persone con disabilità.

«Giovani e giovanissimi restano un target prioritario per controlli e prevenzione», sottolinea Sebastiano Gysin, evidenziando come l’attenzione resti alta soprattutto sulle nuove forme di disagio che attraversano le fasce più giovani della popolazione.