MALPENSA – Da tre aerei a ventidue, da una scommessa a una presenza strutturale. easyJet celebra vent’anni dalla nascita della sua base a Malpensa con numeri che raccontano una crescita costante: oltre 110 milioni di passeggeri trasportati e quasi 9 milioni di posti offerti ogni anno.
Una storia che si intreccia con quella dello scalo lombardo, in un momento – il 2006 – segnato dal ridimensionamento di Alitalia e dalla necessità di ridefinire il ruolo dell’aeroporto.
Da scommessa a pilastro dello scalo
A ricordarlo è Armando Brunini, che ha sottolineato il valore strategico della scelta di easyJet di investire su Malpensa in una fase complessa. Oggi, ha osservato, la presenza della compagnia è tale da rappresentare una vera e propria “bandiera” dello scalo.
Una crescita che non è solo quantitativa, ma anche qualitativa, con un ruolo sempre più centrale nelle dinamiche del traffico aereo del Nord Italia.
Flotta rinnovata e attenzione al territorio
Il country manager Lorenzo Lagorio ha rivendicato il percorso compiuto, soffermandosi in particolare sul rinnovamento della flotta. Dei 22 aerei basati oggi a Malpensa, dieci sono di nuova generazione – Airbus A321neo e A320neo – con un impatto acustico ridotto.
Un elemento che segna anche una maggiore attenzione verso il territorio e le comunità limitrofe, spesso sensibili al tema dell’inquinamento acustico.
Una storia che riflette il modello milanese
Nel corso della cerimonia è intervenuta anche Arianna Censi, che ha letto nella vicenda di easyJet a Malpensa un tratto tipico del sistema milanese: la capacità di adattarsi e integrare modelli innovativi.
Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha invece parlato di una storia di resilienza, paragonando il percorso dello scalo a una continua capacità di rinascita.
Tra strategie nazionali e tensioni internazionali
Più articolata la riflessione di Pierluigi Di Palma, che ha richiamato l’evoluzione del sistema aeroportuale italiano dopo il mancato sviluppo del progetto hub con KLM-Air France. Da lì, la scelta di un modello più diffuso e aperto ai vettori internazionali.
Uno scenario che oggi si confronta anche con le tensioni geopolitiche, capaci di incidere sul traffico aereo. Un contesto complesso che, secondo i vertici dello scalo, Malpensa ha dimostrato in passato di saper affrontare.
Un legame tra globale e territorio
Tra i presenti anche Claudia Colombo, figura simbolica che richiama il legame tra l’aeroporto e il territorio locale.
Vent’anni dopo, Malpensa appare profondamente cambiata, ma con una certezza: la partnership con easyJet è diventata uno degli assi portanti dello sviluppo dello scalo.
E mentre lo scenario globale resta incerto, la traiettoria sembra chiara: consolidare un modello che ha trasformato una crisi in opportunità.













