Bruxelles, 18 feb. (Apcom) – Nel recente rapporto McKinsey sui
costi delle misure da prendere per ridurre le emissioni
climalteranti, la sostituzione di tutti i sistemi di
illuminazione inefficienti con quelli ad alta efficienza
energetica veniva presentata come il provvedimento con il
migliore rapporto costi-benefici, dopo l’isolamento degli
edifici. Da ieri, dopo un voto della commissione Ambiente del
Parlamento europeo che ha bocciato le ultime reticenze di alcuni
eurodeputati (soprattutto tedeschi) niente più si oppone alla
scomparsa nell’Ue, graduale ma ineluttabile, delle lampadine a
incandescenza, inventate da Edison e immesse sul mercato 130 anni
fa.
Una decisione della Commissione europea, approvata l’8 dicembre
scorso dai rappresentanti dei governi dei Ventisette, prevede
infatti la loro messa al bando a tappe forzate, cominciando dal
prossimo mese di settembre e fino al 2012. Saranno sostituite in
ogni edificio pubblico, ufficio, strada o casa privata, delle
lampade compatte fluorescenti (fino all’80% di risparmio), o
delle alogene di nuova generazione (fino al 50%). La decisione
sarà ora adottata formalmente dalla Commissione, entro marzo, ed
entrerà in vigore subito dopo la sua pubblicazione ufficiale.
Entro settembre, l’industria del settore (che ha appoggiato la
decisione e sta già adattando le linee di produzione e le
strategie commerciali alla nuova era dell’illuminazione
efficiente) non fornirà più ai punti vendita le lampade a
incandescenza da 100 Watt e quelle smerigliate, di qualunque
potenza (i consumatori potranno ancora acquistare i prodotti
presenti sul mercato fino al loro esaurimento).
Il provvedimento Ue, in realtà, non specifica la tecnologia da
sostituire, ma impone il rispetto delle classi di efficienza
energetica A, B e C; e le lampadine a incandescenza sono tutte
classificate nella parte inferiore della scala, come D, E o F.
La seconda fase scatterà nel 2010, sempre a settembre, quando
cesseranno le forniture ai negozi di lampade inefficienti da 75W.
Poi, a settembre del 2011, toccherà a quelle da 60W, e infine, un
anno dopo, a tutte le altre (da 40, 25 e 15 Watt).
Dal settembre 2012, insomma, saranno immesse sul mercato solo
lampade di efficienza energetica A, B o C, indipendentemente
dalla loro potenza. Questo significa l’addio definitivo alle
lampâde a incandescenza, con alcune, limitatissime eccezioni: le
lampadine da frigo, da freezer o da forno, quelle usate in
neonatologia e quelle per le incubatrici negli allevamenti. La
decisione comunitaria prevede poi un’ulteriore tappa nel 2016,
quando l’immissione sul mercato cesserà anche per le lampadine di
classe C.
La Commissione europea prevede che la sostituzione delle lampade
inefficienti con quelle di classe A, B e C comporterà un
risparmio per famiglia mediamente pari a 25-50 euro all’anno.
Nonostante il prezzo più alto dei nuovi prodotti più efficienti,
i consumatori da una parte risparmieranno sulla bolletta
elettrica, dall’altra potranno contare su una durata di vita
delle nuove lampade molto più lunga, rispetto a quelle a
incandescenza.
Secondo Claudia Carta, rappresentante della Philips nelle
relazioni con l’Ue “prodotti alternativi validi, lampade compatte
fluorescenti e nuove alogene, sono già presenti sul mercato e
continuano ad essere migliorate tecnologicamente. E’ vero che
costano di più, ma in media si rientra dall’investimento entro
un solo anno; poi è tutto risparmio netto per i consumatori, e se
ne avvantaggia anche l’ambiente”.
Cep
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