Roma, 21 ott. (Apcom) – Dopo l’elezione delle prime donne nel suo
parlamento, il Kuwait registra il crollo di un altro tabù, quello
che sanciva la supremazia del maschio attraverso l’esercizio
dell’istituto islamico di patria podestà sulle donne.
Il quotidiano locale, al Qabas, riporta oggi la decisione della
Corte Costituzionale kuwaitiana che ha deliberato la concessione
alle donne maggiorenni del “diritto di acquisire un passaporto e
viaggiare all’estero senza previa autorizzazione scritta da parte
dei loro coniugi”.
La nuova legge abroga quella precedente del 1962 che imponeva
l’assenso del marito. Infatti, i dettami della Sharia islamica,
impongono l’esercizio della patria potestà da parte di padre,
fratello, marito e parente maschio, rispettivamente su figlia,
sorella, moglie e parente donna in caso di scomparsa dell’avente
diritto ‘divino’ sulla donna parente. “ll paragrafo della legge
abrogata – recita la nota della motivazione della Corte – è
contrario ai dettami della Costituzione che garantisce le libertà
personali e l’uguaglianza tra maschi e femmine”.
Il giornale riporta, le manifestazioni di “giubilo” nelle file
del fronte liberale e le “severe critiche” da parte dei
conservatori islamici.
Fth
MAZ
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