Varese si è risvegliata nel segno della tradizione bosina, con una domenica 3 maggio iniziata all’alba e scandita dai riti che da sempre accompagnano le celebrazioni di San Vittore.
Alle sei del mattino la fiaccola è partita dal Sacro Monte di Varese, attraversando i rioni fino al cuore della città: un gesto simbolico che rinnova ogni anno il senso di appartenenza e comunità.
Chiodi e la Girometta d’oro: “Un premio condiviso”
Il momento centrale si è svolto nel Salone Estense, dove la Famiglia Bosina, guidata dal Regiù Luca Broggini, ha conferito la Girometta d’oro 2026 al regista Andrea Chiodi.
Un riconoscimento che celebra il legame tra cultura e territorio, accolto con emozione dallo stesso Chiodi: un percorso iniziato proprio in quella sala, quando ancora era studente, e costruito negli anni insieme a una rete di collaborazioni e relazioni.
Il messaggio del sindaco
Durante la cerimonia è intervenuto anche il sindaco Davide Galimberti, che ha sottolineato il valore identitario della giornata e la capacità della città di valorizzare le proprie eccellenze.
Nel suo intervento ha anche richiamato la ripartenza culturale dopo la pandemia, anticipando un passaggio atteso: il progetto del nuovo teatro cittadino, sviluppato in collaborazione con Regione Lombardia.
Imprese e nuove energie
La mattinata ha celebrato anche la storia imprenditoriale locale con il riconoscimento alla Mera & Longhi, simbolo di una tradizione che affonda le radici nel territorio.
Spazio anche alle nuove realtà, come il ristorante Tarél, premiato per il contributo al rilancio della cucina locale.
Il rito del Faro e la memoria
La celebrazione si è poi spostata alla Basilica di San Vittore, dove si è svolto il tradizionale rito del Faro, officiato dal prevosto Gabriele Gioia.
Il pallone di cotone, dato alle fiamme, ha segnato simbolicamente l’avvio delle festività patronali.
A chiudere la mattinata, il riconoscimento alla “mamma dell’anno”, Felicita Maria Mortarino, 102 anni, emblema vivente di quella memoria collettiva che ogni anno Varese celebra.
Una giornata che unisce riti, persone e identità, confermando come la tradizione – quando condivisa – resti uno dei collanti più forti della comunità.













